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La Campania vara il piano-rifiuti

Fonte: Il Sole 24 Ore

«No» categorico a nuovi termovalorizzatori; «no» a nuove discariche; incremento di circa il 15% della raccolta differenziata, oggi al 48%. Si basa su tre pilastri il piano per i rifiuti della nuova giunta regionale della Campania guidata da Vincenzo De Luca. Un piano che parte dalla necessità di dare risposte all’Unione europea e di porre fine al pagamento della multa comminata a fine luglio all’Italia dalla Corte di Giustizia europea di 120mila euro al giorno per ogni giorno di ritardo nel raggiungere l’obiettivo dell’autosufficienza (20 milioni già versati).
De Luca ha annunciato di aver chiesto al Governo 600 milioni, che potrebbero essere assegnati nell’ambito del piano per il Sud su cui il Governo sta lavorando e con la prossima legge di stabilità. Soldi – precisa con fermezza De Luca – che il Governo «dovrà necessariamente stanziare a fronte del nostro impegno di affrontare di petto una situazione incancrenita negli ultimi 16 anni. Ho motivo di ritenere che otterremo il risultato, ho sentito Renzi, in una decina di giorni dovremmo chiudere un protocollo».
Insomma, la nuova giunta regionale della Campania, si assume una difficile sfida nel voler mettere la parola fine a questioni mai risolte dai tempi della grave e infamante emergenza rifiuti. In primo luogo, De Luca prende un impegno chiaro: eliminare quasi sei milioni di tonnellate di ecoballe stoccate in regione, con una concentrazione dell’85% tra Giugliano e a Villa Literno, e quindi all’origine spesso anche dei roghi tossici della ben nota Terra dei Fuochi. In che modo smaltire le ecoballe? «Un terzo – precisa il Governatore – sarà trasportato fuori regione verso impianti in Italia e in Europa; un terzo sarà trattato attraverso il potenziamento degli stir di Tufino e la conversione di Giugliano, dove sarà creata una nuova linea di tritovagliatura per la creazione della frazione organica stabilizzata; il rimanente verrà smaltito nello stir di Caivano che verrà ampliato per produrre combustibile solido secondario da inviare a cementifici». Il piano regionale prevede che il trasporto delle ecoballe sarà sottoposto a controlli di legalità e potrà essere affidato “anche a ditte private, che abbiano ottenuto l’ok dell’Anac di Cantone”. 
Sui termovalorizzatori De Luca spiega di non avere posizioni ideologiche e che il «no» è dovuto «a una questione di merito: la costruzione dell’impianto richiederebbe un investimento di 350 milioni e almeno 4 anni per entrare in funzione. Non ci pare – commenta – risponda alle urgenze che abbiamo». Piuttosto, il presidente annuncia la volontà di realizzare altri tre o quattro impianti di compostaggio, sul modello di quello di Salerno (chiuso e con tecnologie avanzate) con 100milioni di fondi europei. Per gli impianti di qualsiasi tipo si cercheranno aree industriali dismesse e lontane dai centri abitati. Infine, De Luca e la sua Giunta vogliono mettere fine alla creazione di nuove discariche. «Non intendiamo avere più neanche una tonnellata di rifiuti indifferenziati che gira in Campania. Tutto il materiale raccolto verrà inertizzato e magari utilizzato per la ricomposizione morfologica dei territori, reintegrando le decine di cave enormi che ci sono in regione». 

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