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Infuria la polemica sull’Imu Calderoli: cialtrone chi ci attacca

Fonte: Il Sole 24 Ore

Non accenna a svelenirsi la polemica sull’Imu dopo che la Lega ha annunciato una possibile obiezione di coscienza sul pagamento della tassa. Ieri l’ex ministro Roberto Calde-roli ha attaccato tutti coloro (e tra questi c’è anche l’ex premier Silvio Berlusconi) che imputano l’imposta mu-nicipale al federalismo fi-scale di marca leghista. «Chi in queste ore dichiara che l’Imu sulla prima casa – tassa inventata da Monti e dal suo Governo – è un’im-posta nata con il federali-smo fiscale – sostiene il co-ordinatore delle segreterie nazionali della Lega – è un cialtrone, un bugiardo e un pataccaro, perché il nostro federalismo fiscale preve-deva proprio il contrario ovvero il divieto di tassare la prima casa». «Monti, in assoluto contrasto con la normativa prevista dal fede-ralismo fiscale – continua ancora Calderoli – ha invece tassato la prima casa e la seconda, raddoppiando ol-tretutto il prelievo grazie alle rivalutazioni e si è pure preso la metà del prelievo sulle seconde case a van-taggio dello Stato. Questo Governo ha fregato sia i cit-tadini che i Comuni, dimo-strando la chiara volontà di mettere una pietra tombale sul federalismo fiscale». E il governatore del Veneto Lu-ca Zaia rincara la dose ac-cusando il governo di colpi-re per la prima volta nella storia anche le case popola-ri. «Noi – ha detto – avremo 6 milioni di euro che invece di essere dedicati a investi-menti, mutui per opere di infrastrutture e nuove case, dovremo pagare come pro-prietari di case, e mi riferi-sco – ha concluso – alla Re-gione Veneto tramite le case popolari». Ma le denunce della Lega vengono respinte all’unisono dalla maggio-ranza che sostiene il gover-no Monti. Il presidente della Camera Gianfranco Fini parla di «propaganda allo stato puro e Gianluca Gal-letti dell’Udc continua a dire a Calderoli «l’Imu sulla prima casa l’hai messa tu». Alle proteste leghiste si uni-scono poi anche i calcoli dei sindacati. Secondo uno stu-dio della Uil, la reintrodu-zione dell’Imu sulla prima casa costerà, per una fami-glia senza figli a carico, in media 133 euro con punte di 511 euro in alcune città. L’incidenza dell’Imu, se-condo questo studio, sarà differente a seconda della composizione del nucleo familiare: per una famiglia con un figlio a carico peserà 83 euro medi l’anno; con due figli a carico 33 euro; mentre con tre figli a carico l’imposta diventa nulla in 66 città capoluogo. Per molti possessori di seconde case potrà esserci addirittura un risparmio per i redditi me-dio-alti in diversi capoluo-ghi. Se un possessore di una seconda casa ha un reddito da professionista da 90mila euro, l’aggravio dell’Imu sa-rà di soli 7 euro; mentre per un lavoratore dipendente o pensionato con un reddito di 23mila euro, che ha per e-sempio, la fortuna di avere ereditato un’abitazione nella città di origine, l’aggravio potrà superare anche i 95,36 euro. «Ciò – spiega il segre-tario confederale della Uil, Guglielmo Loy – è possibile in quanto l’Imu non è un’imposta progressiva co-me l’Irpef. In questo modo più è alto il reddito e meno incidenza avrà l’Imu».

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