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Indice di Percezione della Corruzione (CPI): l’Italia guadagna una posizione nel ranking

Indice di Percezione della Corruzione (CPI)

Indice di Percezione della Corruzione (CPI) di Transparency International, l’Italia guadagna una posizione nel ranking, ma non è sufficiente per effettuare un efficace passo in avanti in questo importantissimo ambito. L’Indice di Percezione della Corruzione (CPI) di Transparency International misura la corruzione nel settore pubblico e politico di 176 Paesi nel Mondo. I risultati sono stati commentati dal Presidente di Transparency International Italia, Virginio Carnevali e dal Presidente di ANAC, Raffaele Cantone. Contestualmente, inoltre, i due presidenti hanno firmato un protocollo d’intesa in materia di gestione delle segnalazioni di illeciti da parte di dipendenti pubblici. Questo, anche in considerazione del fatto che il nostro Paese non è certo un’eccellenza nella lotta alla corruzione.

La ventiduesima edizione dell’Indice di Percezione della Corruzione vede l’Italia al 60° posto nel mondo, migliorando quindi di una posizione rispetto all’anno precedente. Il voto assegnato al nostro Paese è di 47 su 100, e ci vede migliorare anche qui, di 3 punti significativi.
In Europa però, la situazione per l’Italia non può dirsi ottimale: si trova infatti come fanalino di coda, seguita solo da Grecia e Bulgaria, rispettivamente al 69° e 75° posto della classifica mondiale.

A guidare la classifica dei virtuosi, ancora una volta, abbiamo Danimarca e Nuova Zelanda, seguiti da Finlandia e Svezia. Non a caso, tutti Paesi che possiedono legislazioni avanzate su accesso all’informazione, diritti civili, apertura e trasparenza dell’amministrazione pubblica.

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