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In arrivo il Decreto Sostegni: allarme dei sindaci sullo stralcio delle vecchie cartelle

Fonte: Sole 24 Ore

di MARCO MOBILI e GIANNI TROVATI (dal Sole 24 Ore) – In collaborazione con Mimesi s.r.l.

Il provvedimento di sostegno alla nostra economia colpita così duramente dalla pandemia è in dirittura d’arrivo. Quello che viene chiamato il Decreto Sostegni stanzierà circa 32 miliardi, e garantirà uno spazio da 500 milioni per le modifiche parlamentari. E’ quanto annuncia il ministro dell’Economia Daniele Franco e sarà esaminato domani in Consiglio dei ministri. E sarà anche pronta il 30 marzo la piattaforma per gli indennizzi. L’avvio dei pagamenti è prevista tra l’8 e il 10 aprile, entro aprile si punta a concludere l’erogazione per tutte le domande presentate. Sono previsti anche aiuti alle imprese fino a 10 milioni di ricavi, 5 fasce, e percentuali che dal 60% per le più piccole al 20% per le più grandi. Gli aiuti, a fronte di perdite del 30%, vanno da un minimo di 1000 euro per le persone fisiche e un massimo 150mila euro.

Sulle cartelle esattoriali l’ala destra della maggioranza alza la posta. E dopo il vertice che ieri ha riunito una cinquantina di esponenti del governo e della maggioranza per definire i contenuti del decreto «sostegni» riempie le agenzie di dichiarazioni per allargare al massimo le maglie della «pace fiscale». «Per noi è imprescindibile la rottamazione di decine di milioni di cartelle esattoriali vecchie che sarebbero la morte per milioni di famiglie», afferma il segretario della Lega Matteo Salvini. E da Forza Italia il neocapogruppo alla Camera Mario Occhiuto precisa i termini del problema: «Serve introdurre il saldo e stralcio fino a 10mila euro – afferma -, fermando contestualmente le notifiche per tutto il 2021».

Messo così, il dossier fiscale del decreto «sostegni» sarebbe decisamente più pesante rispetto all’impianto messo a punto in questi giorni dai tecnici del governo. Impianto che, accanto ai rinvii degli adempimenti, poggia su due pilastri principali: la cancellazione delle cartelle 2000-2015 fino a 5mila euro, e non a 10mila come chiede la destra, e l’allungamento in due anni dei tempi di notifica delle cartelle congelate fino a febbraio, con la sospensione dei pagamenti fino al 30 aprile e l’estensione dei termini di prescrizione per evitare che il credito decada. A ostacolare un’estensione ulteriore di queste misure ci sono due fattori: il costo, perché già così il capitolo fiscale chiede 2,3 miliardi di copertura a un decreto che già assorbe fino all’ultimo centesimo i 32 miliardi di deficit approvati a gennaio, e l’opposizione delle componenti di centrosinistra, che già hanno storto il naso di fronte al «condono» delle vecchie mini-cartelle. Su tutta la partita, quindi, le decisioni finali saranno assunte direttamente in consiglio dei ministri. A cui guardano con allarme anche i sindaci, titolari di due terzi di questi ruoli che andrebbero a evaporare con lo stralcio. Per il resto, gli amministratori locali trovano buone notizie nel provvedimento: un miliardo in più per il fondo delle funzioni fondamentali, 800 milioni per il trasporto pubblico locale e un pacchetto Regioni che prevederebbe anche un miliardo per l’anticipo delle loro spese fino ad aprile.
Accanto agli aiuti sulle tasse tornano in campo quelli sui contributi, rivolti in particolare ai professionisti che si vedono rifinanziare per 1,5 miliardi il fondo chiamato a coprire l’«anno bianco» con l’esonero contributivo per i titolari di redditi fino a 50mila euro che nel 2020 hanno perso almeno un terzo del fatturato.

Un’altra categoria interessata dalla nuova tornata di aiuti è quella dei lavoratori stagionali, dello spettacolo e termali; per loro è in arrivo una replica dell’indennità da 800 euro al mese, tramite un forfait da 2.400 euro che avrà quindi un orizzonte trimestrale. Per coprire questa platea, circa 400mila soggetti, ci sono 900 milioni di euro. Un altro giro è poi previsto per l’indennità destinata ai 200mila lavoratori dello sport. A completare il mosaico di quella che per dimensioni e ampiezza degli interventi si annuncia come la prima «manovra Draghi» c’è la spinta al piano vaccinale, che assorbirà circa 5 miliardi: 2,8 miliardi serviranno all’acquisto dei vaccini e dei medicinali anti-Covid, un miliardo alle attività della struttura commissariale, 400 milioni saranno destinati a sostenere la logistica, 200 finanzieranno l’avvio della produzione italiana, 350 andranno alla remunerazione di medici, infermieri e farmacisti, e 50 per gli ospedali Covid.

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