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IMU 2020, termini di pagamento ordinari e differiti: esonero prima rata

IMU 2020, termini di pagamento ordinari e differiti: esonero prima rata

Sul portale dell’IFEL (Fondazione ANCI) è disponibile un interessante ed utile pagina di approfondimento relativa al differimento dei termini di pagamento dell’acconto IMU causa emergenza Coronavirus in relazione con la recente risoluzione del Ministero dell’Economia n. 5/ DF/2020.

Nelle scorse settimane – si legge nell’approfondimento dell’IFEL – molti Comuni hanno introdotto differimenti del termine per il pagamento dell’acconto dell’IMU, avvalendosi in qualche caso dello schema che l’IFEL ha messo a disposizione con una nota del 21 maggio scorso, con il quale si prospettava l’opportunità – nelle attuali condizioni di incertezza sulla portata della ripresa delle attività economiche post emergenza e sul sostegno statale alla perdita di entrate proprie locali – di deliberare un differimento dei termini di versamento di qualche mese, limitato ai contribuenti che hanno più fortemente subito i danni dell’emergenza, in particolare le imprese soggette alla chiusura e le persone fisiche più esposte alla perdita di lavoro o di fatturato. I più lunghi termini per la formazione del bilancio di previsione e le modifiche introdotte sui termini “speciali” inizialmente previsti dalla legge per le delibere IMU permettono di valutare entro la fine di luglio le eventuali ulteriori azioni di sostegno più sostanziale.

Lo schema di delibera non distingue tra le due “quote” dell’IMU, quella maggioritaria di spettanza comunale e quella di spettanza statale, relativa all’aliquota di base (7,6 per mille) dei fabbricati del gruppo catastale D.
La recente pronuncia del Dipartimento delle Finanze del Mef (risoluzione n. 5 dell’8 giugno), nel ritenere che il Comune non possa disporre proroghe sulla quota IMU di spettanza statale, non comporta alcun cambiamento degli effetti delle decisioni comunali di differimento dei termini di pagamento sull’IMU di spettanza del Comune. Le eventuali conseguenze possono riguardare esclusivamente la quota statale dell’IMU, di norma pagata con il codice tributo 3925, recentemente confermato dall’Agenzia delle entrate.

>> CONSULTA L’APPROFONDIMENTO INTEGRALE SUL PORTALE DELL’IFEL.

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