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Il Pd paga la sottovalutazione dei problemi della sicurezza

Fonte: Italia Oggi

di CARLO VALENTINI (da Italia Oggi) – In collaborazione con Mimesi s.r.l.

I ballottaggi hanno confermato le tendenze del primo turno: la Lega avanza e traina il centrodestra, il Pd, seppure con fatica, riesce a tenere le posizioni, conquista qualche ex fortino (Livorno), conferma l’amministrazione in alcuni capoluoghi, perde due città simbolo della ex rossa Emilia-Romagna: Ferrara e Forlì. Per una volta hanno ragione entrambi i leader: Matteo Salvini che festeggia uno straordinario trend di crescita e Nicola Zingaretti che può parlare di primo passo verso la ricostruzione di un partito che era sul punto di eclissarsi. Il dato principale è comunque lo sfondamento della Lega in una regione, l’Emilia-Romagna, che sempre aveva votato graniticamente a sinistra e che ora si trova elettoralmente a macchia di leopardo (con alle porte le elezioni regionali, a fine anno o in primavera). Si tratta di una falla piuttosto vasta poiché si appanna l’immagine del buongoverno su cui il Pd basava il suo successo elettorale. In realtà la sottovalutazione dei problemi delle periferie e del tema della sicurezza è stata pagata dalla sinistra nei comuni così come al governo. Inoltre Salvini è riuscito a fare dimenticare la Lega bossiana, quella un po’ sgangherata dell’ampolla del Po, ha fatto una campagna elettorale frenetica, presente ovunque, e questa personalizzazione ha pagato e coperto gli aspetti pittoreschi presenti nel suo movimento. Il risultato ha scontato, in molte località, un forte astensionismo in parte determinato dal fatto che i 5stelle non erano presenti (tranne che a Campobasso) e a differenza di altre consultazioni non sono corsi a convergere con la Lega per via del rapporto spesso burrascoso al governo. Non volendo però neppure votare per il Pd questo elettorato è per lo più rimasto a casa.

A ciò si aggiunge una fisiologica pigrizia rispetto a due turni ravvicinati. I confronti sono quindi nella maggior parte dei casi avvenuti tra i convinti sostenitori delle forze in campo. Il voto dimostra anche che vi è stata una distinzione del livello politico da quello amministrativo, la differenza tra la percentuale guadagnata dai partiti alle europee e quella ottenuta nei Comuni (tralasciando l’astensionismo) in taluni casi è assai rilevante: c’è chi ha scelto un partito diverso a seconda del tipo di elezione e questo indica (almeno in una parte del corpo elettorale) un ragionamento e un interesse verso la politica che smentisce talune qualunquistiche analisi.

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