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Il nuovo Governo è in carica: il resoconto integrale della mozione di fiducia al Senato

Il nuovo Governo è in carica: il resoconto integrale della mozione di fiducia al Senato

Con 169 voti favorevoli, 133 contrari e 5 astensioni, l’Assemblea del Senato ha approvato questa settimana la mozione, presentata dai sen. Perilli (M5S), Marcucci (PD), Loredana De Petris (Misto-LeU) e Lanièce (Aut), che esprime la fiducia al Governo, udite le dichiarazioni programmatiche del Presidente del Consiglio. Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha tenuto la replica al Senato al termine della discussione sulle dichiarazioni programmatiche. Poi nel tardo pomeriggio il Senato ha appunto approvato la mozione di fiducia (dopo l’ok giunto alla Camera il giorno prima).

Nelle dichiarazioni programmatiche hanno preceduto la votazione il centrodestra ha annunciato un’opposizione leale e senza sconti a un programma di decrescita felice, aumento delle imposte e svendita degli asset del Paese. Secondo le opposizioni il Presidente del Consiglio Conte, sostenuto da una maggioranza algebrica di forze eterogenee e minoritarie nel Paese, appare garante della continuità e dell’establishment, più che di un programma di cambiamento, ed è destinato a entrare rapidamente in una situazione di stallo. Il nuovo Esecutivo, nato con la benedizione di Bruxelles senza il vaglio elettorale, è espressione di trasformismo, opportunismo, ambizione personale e paura delle urne. Il M5S, nato come un movimento antisistema si è asserragliato nelle istituzioni e riporta al Governo il PD, sconfitto nelle ultime elezioni e accusato fin qui di essere il partito delle banche e di Bibbiano, del jobs act e della riforma Fornero. I senatori della nuova maggioranza hanno evidenziato la piena legittimità costituzionale e lo stile democratico del Governo, la vocazione riformista e ambientalista, il riposizionamento internazionale dell’Esecutivo, la sobrietà istituzionale e il respiro del programma, senza nascondere gli elementi di fragilità di un accordo che rischia di essere minato da due diverse concezioni della democrazia e dai contrasti interni ai partiti che lo sostengono. Il PD ha evidenziato gli elementi di discontinuità con il Governo precedente, M5S ha ribadito una concezione della politica come servizio e del governo come attuazione leale dei punti programmatici.

In replica il Presidente del Consiglio Conte ha ribadito l’impegno a contrastare il linguaggio violento e aggressivo diffuso nei social network; a investire nella scuola e nella conoscenza, potenziando la ricerca e migliorando il sistema del reclutamento attraverso un’Agenzia nazionale; a potenziare la filiera agroalimentare incidendo sul negoziato Pac per difendere le migliori pratiche agronomiche del Paese; a sostenere la domanda interna con interventi nei settori delle costruzioni e dell’automobile; a difendere l’export, a far crescere le piccole e medie imprese e a incentivare le prassi socialmente responsabili; a favorire l’economia circolare e lo sviluppo sostenibile; a varare una manovra che sterilizzi gli aumenti dell’IVA e preveda un taglio del cuneo fiscale a vantaggio dei lavoratori. Evidenziando inoltre la nomina di Gentiloni a commissario europeo agli affari economici, ha rinnovato l’impegno a cambiare le regole del Patto di stabilità per realizzare maggiori investimenti nelle periferie europee e nel continente africano, e a seguire una logica di pacchetto nell’ambito della riforma dell’unione bancaria. Sul tema della protezione dei minori, il Presidente del Consiglio ha affermato la necessità di istituire una banca dati per il censimento degli affidi; sul tema del suicidio medicalmente assistito, che non fa parte del programma di Governo, ha auspicato che il Parlamento intervenga per rafforzare le cure palliative e la formazione bioetica degli operatori sanitari. In tema di immigrazione, il Governo intensificherà la collaborazione con i Paesi di origine e di transito per contrastare l’immigrazione clandestina e lavorerà per modificare il regolamento di Dublino. Quanto al decreto sicurezza, il Governo raccoglierà le osservazioni del Presidente della Repubblica.

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