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Il Jobs Act autonomi toccherà alcune funzioni della P.A.

Il disegno di legge contenente misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato (presentato dal Ministro del lavoro quale collegato alla Legge di Stabilità 2016) ha esaurito la scorsa settimana l’esame delle commissioni parlamentari, ed è ora pronto per la transizione presso l’Aula della Camera.

Al suo interno sono presenti anche possibili misure che vanno a toccare incidentalmente la sfera di interesse della Pubblica Amministrazione. Tra le deleghe al governo presenti ci sono infatti anche quelle volte ad individuare atti della pubblica amministrazione che possono essere rimessi alle professioni ordinistiche, oltre a compiti e funzioni da affidare ai professionisti che favoriscano la deflazione del contenzioso giudiziario.

In quello che è stato definito il secondo tassello del “Jobs act”, rivolto alla componente non subordinata del mercato occupazionale e produttivo, sono state infatti inserite misure di concreto “sostegno”, fra cui, come ha sottolineato il relatore Maurizio Sacconi (Ap), quella che valorizza il “principio di sussidiarietà” ed il “carattere di terzietà” degli autonomi, grazie alla delega al governo che farà sì che, entro 12 mesi dall’approvazione della disciplina, debbano essere individuate “funzioni delle pubbliche amministrazioni che le professioni ordinistiche potranno svolgere con maggiore celerità”; nel dettaglio, fra i compiti che potranno essere devoluti quelli “finalizzati alla deflazione del contenzioso giudiziario” e per la “certificazione dell’adeguatezza dei fabbricati alle norme di sicurezza ed energetiche, anche attraverso l’istituzione del fascicolo del fabbricato”.

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