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Il Governo chiede ancora fiducia

Fonte: Il Sole 24 Ore

Tutto in tre giorni, da oggi a mercoledì. Si comincia questa mattina in aula alla Camera con la presentazione da parte del Governo del maxiemendamento al decreto-sviluppo che sarà votato domani insieme alla fiducia, che sarà posta sempre oggi. E poi, in rapidissima successione, dapprima domani in aula al Senato quindi mercoledì alla Camera il dibattito sulla verifica della composizione del Governo richiesta ormai più di un mese fa dal Quirinale e fin qui rimasta disattesa tra elezioni amministrative e referendum. Per la XVI legislatura si apre una fase cruciale. In attesa che, dopo il varo in Consiglio dei ministri previsto per i primi giorni della prossima settimana, sbarchi in Parlamento la manovra da 40 miliardi chiesta dalla Ue, che per il 2011-2012 dovrebbe però essere dell’ordine di grandezza di 7-10 miliardi. È in questo delicatissimo crinale politico ? il giorno dopo l’adunata leghista di Pontida ? che si apre una settimana ad altissima tensione. Col risultato che l’attività legislativa è destinata a restare praticamente in sospeso, in una sorta di galleggiamento non esattamente placido, sia nelle commissioni che nelle assemblee, dove infatti spiccano pressoché esclusivamente la fiducia sul Dl sviluppo (in scadenza il 12 luglio, ma da trasmettere ancora al Senato) e il dibattito sulla composizione del Governo dopo l’ingresso dei “responsabili”, anche transfughi dall’opposizione. Non è un caso, del resto, che i calendari delle assemblee siano scarni. Le conferenze dei capigruppo, già in settimana e certamente dopo la verifica di Governo, rifaranno il punto quando le bocce politiche saranno più o meno ferme. E saranno calendari a loro volta determinanti quelli che da fine giugno fino alla chiusura estiva impegneranno il Parlamento. Anche se soprattutto alla Camera non mancano i primi appuntamenti da mettere in agenda già ai primi di luglio, a partire dalla legge Comunitaria 2010 approvata dal Senato e dove dovrebbe tornare in terza lettura. Per non dire di due altri provvedimenti che scottano: lo stop all’omofobia, praticamente dettato in commissione da una parte del centrodestra, e la legge sul biotestamento, che continua ad agitare trasversalmente le forze politiche. In una situazione di apparente stand by, in vista dei chiarimenti politici che potrebbero intervenire all’interno della maggioranza, continuano intanto a restare le leggi sulla giustizia dettate dall’agenda del Governo e del premier in prima persona: alla Camera la riforma costituzionale e lo stop alle intercettazioni telefoniche, in commissione Giustizia del Senato la prescrizione breve. Per il resto le commissioni sono destinate in settimana a un’attività di piccolo cabotaggio, o quasi. Con più di un provvedimento che non riesce ad andare avanti: le quote rosa nei Cda delle società quotate sono un esempio delle promesse tanto sbandierate quanto non mantenute.

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