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Il dossier Cottarelli: per lo Stato affitti da 1,2 miliardi

Fonte: Il Sole 24 Ore

Affitti dello Stato fuori controllo per oltre 1,2 miliardi. Finanziamenti ai partiti che restano «misteriosi». Ma anche proposte per rivedere i trasferimenti ad autotrasporto e trasporto pubblico locale, rafforzare la fase di esecuzione delle opere pubbliche programmate dal Cipe e de-finanziare automaticamente quelle non avviate. Così come quelle sulle pensioni con il superamento dei cumuli e soprattutto l’aggancio delle prestazioni assistenziali al reddito effettivo dei beneficiari verificato con l’utilizzo incrociato della banche dati di Inps ed Entrate. E altri suggerimenti come l’addio ai piccoli Comuni o la licenziabilità dei dipendenti pubblici o i costi standard per i Consigli regionali fino alla giustizia e alla sanità. È un susseguirsi continuo di dati e indicazioni quello che sgorga dai 19 rapporti sulla spending review dei gruppi di lavoro coordinati tra il 2013 e il 2014 dall’ex commissario Carlo Cottarelli su cui ieri è caduto il velo.

Dai dossier – datati fine marzo 2014 – emergono indicazioni sulla riorganizzazione della Pa e del pubblico impiego, sulle partecipate e sui costi della politica (per i quali erano stati ipotizzati risparmi per 700 milioni), in parte assorbiti nel Dl Irpef sugli 80 euro, nell’ultima legge di stabilità, nel decreto Madia e nella delega Pa all’esame del Senato. Avviato è anche il rafforzamento delle centrali d’acquisto di beni e servizi imperniato su Consip attraverso il quale erano stati ipotizzati 3-4 miliardi di risparmi a regime. Ma alcune proposte sono rimaste in toto o in parte sulla carta. A partire dalla razionalizzazione delle forze di polizia per le quali erano stati ipotizzati risparmi per 800 milioni quest’anno e 1,7 miliardi nel 2016. Su questo fronte per il momento il Governo ha deciso di orientare l’intervento solo all’assorbimento del personale del Corpo forestale tra Polizia e Vigili del fuoco.

Anche per gli altri settori non mancano alcune peculiarità. Chiudere l’era dei tagli lineari e avviare una razionalizzazione mirata degli sprechi: è l’appello che accomuna i comparti sanità e autonomie locali e che è stato recepito dai vari gruppi di lavoro. Dossier su cui pesa anche il tempo trascorso dalla loro redazione. Ad esempio la revisione del prontuario nazionale dei farmaci e già in atto e l’Aifa dovrà completarla entro fine 2015. Passando a Regioni, province e comuni li accomuna la proposta di misure concrete: dai sindaci che propongono l’efficientamento energetico per l’illuminazione pubblica all’Upi che chiede l’estensione dei fabbisogni standard alle regioni speciali fino ai governatori che si autoimpongono il taglio degli enti intermedi (Ato e comunità montane).

Il ministero dello Sviluppo, su indicazione dell’allora ministro Flavio Zanonato, puntava su un mix di misure con focus sulla razionalizzazione delle sedi (con un totale risparmio di 5,6 milioni annui a fronte di un costo una tantum di 20 milioni per la ristrutturazione della sede di viale America). In più in lista figurano una serie di risparmi sugli enti vigilati, ad esempio 10-15 milioni da Enea e 14 milioni da Invitalia. Sugli incentivi, sottolineati i tagli già disposti con precedenti provvedimenti, lo Sviluppo invita a concentrarsi soprattutto sulle politiche regionali in materia. Nel dossier dell’Interno, tra le altre voci, rientrano un risparmio di 2,9 milioni da immobili della Polizia, 9,3 milioni da immobili dei Carabinieri e 7,1 milioni complessivi da interventi della Gdf. Nell’elenco del ministero degli Esteri, a titoli di esempio, si possono citare 23,7 milioni a regime sul costo del lavoro, di cui poco meno della metà dalla riforma del trattamento del personale di ruolo all’estero.

Sul versante della Giustizia le proposte di risparmio passavano dalla soppressione del Tribunale superiore delle acque e dei Tribunali regionali delle acque e dalla cancellazione dei cosiddetti Commissariati Usi civici. Quanto al ministero del Lavoro si parte da un’ipotesi di forte sinergia nell’utilizzo degli immobili strumentali del ministero (in parte effettivamente avviata), dell’Inps e dell’Inail con l’obiettivo di una riduzione non inferiore al 30% dei costi di locazione. Sulla cassa in deroga si proponeva per esempio una gestione unica telematizzata dei flussi di erogazione regionali degli assegni, una più stretta verifica incrociata sui redditi del beneficiari delle prestazioni con l’Agenzia delle Entrate. Variegato anche il pacchetto di proposte su pubblico impiego e Pa peraltro quasi tutte trasfuse nella delega Pa e nel Dl 90 del giugno 2014. 

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