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Il decreto territori sale a 1,3 miliardi

Fonte: Il Sole 24 Ore

Sale a 1,3 miliardi la dote del «decreto territori», varato il 13 novembre scorso dal Consiglio dei ministri e ora alla firma del capo dello Stato, Sergio Mattarella. Il testo, che dovrebbe essere pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale, dovrebbe essere poi trasmesso al Senato, visto che alla Camera è stato appena avviato l’iter di approvazione del disegno di legge di Stabilità e di quelli di Bilancio. 

La novità più importante, rispetto alla presentazione fatta al termine del Consiglio dei ministri con tanto di hashtag «happydays», è all’articolo 13 del testo ieri in circolazione, che incrementa di 400 milioni per l’anno in corso il Fondo sociale per l’occupazione e la formazione per finanziare il tiraggio di fine anno degli ammortizzatori sociali in deroga. A copertura di questo stanziamento si prevede di utilizzare le economie già verificate per il 2015 sulle operazioni di salvaguardia degli esodati. Il riferimento, in particolare, è sulle operazioni per le quali è già stata chiusa la certificazione dei diritti alla salvaguardia dei beneficiari.

Per le coperture di tutti gli altri trasferimenti o le nuove misure di spesa il decreto prevede la riduzione di dotazioni su missioni e programmi di diversi ministeri. In particolare si fa riferimento, tra gli altri, al programma «Fondi di riserva speciali» della missione «Fondi da ripartire» previsti nello stato di previsione del Mef per il 2015 fino ad altre dotazioni come il «fondo per le esigenze indifferibili». Complessivamente con questo meccanismo di copertura che non incide sulla Stabilità si finanziano interventi per 925 milioni circa, di cui 120 verrebbero ancora una volta coperti con un ulteriore utilizzo dei risparmi sulle salvaguardie degli esodati, ma questa volta con riferimento all’insieme delle sei operazioni effettuate e non solo sul 2015 (sempre nel caso di certificazioni già chiuse sui diritti dei beneficiari al pensionamento con i vecchi requisiti).

Il decreto conferma l’impianto presentato dopo il consiglio dei ministri, con qualche integrazione. Per il Giubileo ai 206 milioni per mobilità, decoro urbano e periferie si aggiungono 18 milioni per garantire un incremento di 1.500 militari a presidio dell’evento. Tra le novità, anche 50 milioni di maggiori spazi finanziari ai fini del patto di stabilità interno concessi ai Comuni che hanno effettuato pagamenti nel 2015 relativi a linee delle metropolitane. Emerge nei dettagli il pacchetto per il dopo-Expo, con 150 milioni divisi in tre interventi. Per la Campania arrivano fondi da destinare alla bonifica di Bagnoli e la Terra dei fuochi. Nel primo caso 50 milioni che vanno al soggetto attuatore (Invitalia), proprio mentre il Comune di Napoli preannuncia ricorso al Tar contro il commissariamento. Per la Terra dei fuochi nel 2015, in aggiunta alle risorse già stanziate per 2016 e 2017, sono previsti 150 milioni di cui 70 vengono immediatamente trasferiti alla Regione Campania mentre i restanti 80 saranno girati sulla base dell’attuazione del cronoprogramma degli interventi di smaltimento dei rifiuti e di bonifica. Nel menù del decreto compaiono poi 100 milioni per aumentare il numero di volontari da avviare al servizio civile, 50 milioni per rifinanziare il fondo emergenze nazionali, 30 milioni per la continuità territoriale della Sardegna mediante collegamenti aerei, 25 milioni per l’edilizia popolare, 10 milioni per il Piano made in Italy coordinato dall’Ice, 10 milioni per il risanamento del bilancio di Reggio Calabria. Ulteriori 25 milioni per il 2015 portano il limite di spesa del tax credit per il cinema a 140 milioni. Infine, vale 100 milioni il Fondo per impianti sportivi nelle periferie che sarà trasferito al Coni: 20 milioni nel 2015, 50 nel 2016 e 30 nel 2017. Nel testo confermata anche la misura per scongiurare la revoca di finanziamenti a una lunga lista di infrastrutture.

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