Questo articolo è stato letto 4 volte

Il decreto sviluppo da mercoledì in aula

Fonte: Il Sole 24 Ore

Tra oggi e domani le ultime mediazioni in commissione, a partire dalla moratoria su accertamenti esecutivi e riduzione delle pretese erariali, poi da mercoledì lo showdown in aula. Con tanto di maxi-emendamento e una nuova richiesta di fiducia da parte del Governo. Alla Camera comincia il rush finale del decreto-sviluppo (Dl 70, in scadenza il 12 luglio), che passerà poi al Senato dove avrà poco meno di un mese per il varo definitivo, sempreché non venga rispedito indietro in terza lettura. Il decreto legge – l’unico in vigore in questo momento – sbarca in aula alla Camera da mercoledì in attesa del via libera delle commissioni (Bilancio e Finanze), che saranno al lavoro fino al giorno prima. Ma l’assemblea di Montecitorio prenderà intanto altre importanti decisioni. Anzitutto, affosserà la nuova richiesta delle opposizioni di sopprimere le province. E, dall’altra, è chiamata a dare il via libera definitivo a una misura che coinvolge potenzialmente 1,5 milioni di iscritti a 24 Casse previdenziali privatizzate di professionisti con albi ed elenchi: la possibilità di elevare fino al 5% il contributo integrativo per gli enti che adottano il calcolo contributivo. L’andamento dei lavori parlamentari, in ogni caso, sarà fortemente condizionato dai fattori politici ed economici. Da una parte l’esito dei referendum e il possibile effetto sugli assetti di maggioranza e Governo, a cominciare dall’eventuale sì all’abrogazione della legge sul legittimo impedimento per il premier e i ministri. Dall’altra – ma strettamente intrecciato – i tempi, la quantità finanziaria e i contenuti della manovra di finanza pubblica ormai alle porte. Mentre dalla prossima settimana nelle due assemblee di Camera e Senato si svolgerà il dibattito sulla verifica di Governo richiesta da tempo dal Quirinale. È in questo quadro politico in grande fibrillazione che le due Camere aprono una settimana di lavori tutta da decifrare. Col rebus delle misure anti-corruzione, su cui il Governo la settimana scorsa è stato battuto due volte. E con temi scottanti destinati a riaffiorare, a cominciare da quelle misure sulla giustizia – prescrizione breve, riforma costituzionale e stop alle intercettazioni telefoniche – che, se confermate, moltiplicherebbero lo scontro politico.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *