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Il Decreto Fiscale si porta via dodici tetti di spesa e adempimenti

Fonte: Sole 24 Ore

di PATRIZIA RUFFINI (dal Sole 24 Ore) – In collaborazione con Mimesi s.r.l.

Il disegno di legge di conversione del decreto fiscale ha infatti accolto la richiesta di Anci sulla disapplicazione di una serie di disposizioni per il contenimento delle spese, stratificate nel corso degli ultimi dieci anni, che consentirà a Regioni, Province autonome di Trento e Bolzano, enti locali e loro organismi ed enti strumentali di tirare un sospiro di sollievo. Il decreto legge 124/2019 nel testo iniziale prevedeva solo l’abrogazione del limite di spesa per la formazione. Dopo le modifiche apportate dall’esame in commissione, la portata della semplificazione si amplia di molto estendendosi anche ad alcuni adempimenti comunicativi.

Carta, consulenze e auto
Dal 1° gennaio 2020 cadranno ben dodici regole che stabiliscono tetti di spesa o adempimenti. La prima a cadere è la cosiddetta norma «taglia-carta» che dal 1° gennaio 2009 imponeva alla pubblica amministrazione di diminuire del 50% (rispetto ai valori del 2007) la spesa per la stampa delle relazioni e di ogni altra pubblicazione prevista da leggi e regolamenti e distribuita gratuitamente od inviata ad altre amministrazioni (articolo 27, comma 1 dl 112/2008). Sono poi abrogate alcune norme di riduzione dei costi degli apparati amministrativi contenute nell’articolo 6 del Dl 78/2010 riferite: alla spesa annua per studi e incarichi di consulenza (comma 7), alle spese per relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e di rappresentanza (comma 8); alle spese per sponsorizzazioni (comma 9); alle spese per missioni (comma 12); alle spese per la formazione (comma 13). Cancellate anche le regole sulla riduzione delle spese per l’acquisto, la manutenzione, il noleggio e l’esercizio di autovetture (articolo 5, comma 2, del Dl 95/2012). Viene meno anche l’obbligo di comunicazione annuale al Garante delle telecomunicazioni delle spese pubblicitarie sostenute (articolo 5, commi 4 e 5, della legge 67/1987).

Piani di razionalizzazione e immobili
Le amministrazione pubbliche non adotteranno i piani di razionalizzazione delle dotazioni strumentali, delle autovetture di servizio e dei beni immobili a uso abitativo o di servizio (articolo 2, comma 594, della legge 244/2007). Depennato anche l’obbligo, a fronte di acquisti di immobili, di attestare con idonea documentazione da parte del responsabile del procedimento l’indispensabilità e l’indilazionabilità, e di far attestare la congruità del prezzo dall’Agenzia del demanio (articolo 12, comma 1-ter, del Dl 98/2011). Sono abolite pure le norme per la riduzione delle spese per locazione e manutenzione di immobili (articolo 24 del decreto-legge 66/2014).

Tesoriere e bilanci
Un’ulteriore semplificazione riguarda il tesoriere, che non deve più controllare il rispetto da parte dell’ente dei limiti di bilancio e non deve più allegare al conto della
gestione gli allegati di svolgimento di ogni singola tipologia di entrata e di ogni singolo programma di spesa. Infine, sono cassate le norme che oggi prevedono la disapplicazione di parte di questi vincoli come misura premiale a fronte della tempestiva approvazione dei bilanci (articolo 21-bis, comma 2, del Dl 50/2017 e articolo 1, comma 905, della legge 145/2018). Per gli enti che approveranno il bilancio di previsione 2020-22 entro il prossimo 31 dicembre resta comunque in piedi il premio in materia di incentivi al personale, che riguarda la possibilità di prevedere premi sugli accertamenti Imu e Tari.

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