Questo articolo è stato letto 0 volte

I sindaci da Renzi per ridurre i tagli ai Comuni

Fonte: La Stampa

Secondo contatto a Palazzo Chigi. Alle 15 di oggi Piero Fassino sarà di nuovo a Roma per incontrare il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il sottosegretario Graziano Delrio. L’Anci e il governo si rivedono per misurarsi sulla Legge di Stabilità dopo cinque giorni di contatti intensi sull’asse Roma-Torino. Sul tavolo ci sono cinque carte buone per chiudere la partita prima che giovedì si apra a Milano l’assemblea dei Comuni e le tensioni tra sindaci e governo finiscano sul palco. Qualcuno, come il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, ha già pronto il discorso. «Dovremo adottare delle iniziative forti contro questo governo che mortifica i Comuni e danneggia la vita e la serenità delle famiglie italiane», preannunciava ieri. E allora eccola la road map in cinque punti che Renzi, Delrio e Fassino limeranno nel pomeriggio. Si parte da una riduzione del taglio imposto ai Comuni intorno ai 300 milioni. Poi si ragionerà di un accordo tra lo Stato e le Regioni perché queste ultime non scarichino il costo della spending review sui Comuni, punto delicato visto che i rapporti tra l’esecutivo e i presidenti di Regione sono piuttosto freddi e a complicare il quadro è piovuta l’accusa della Corte dei Conti di truccare i bilanci. C’è la questione della tassa unica, la Local Tax, gradita all’Anci e già accolta da Palazzo Chigi. C’è quella dell’accelerazione nel processo di abolizione delle funzioni delle province. E poi c’è un quinto aspetto, un po’ tecnico ma per nulla marginale. Oggi i Comuni chiederanno al governo di spalmare su più anni il trasferimento dei residui attivi al fondo per i crediti di non facile esigibilità.

Viceversa temono di vedere vanificati gli effetti dell’allentamento del patto di stabilità. Se a Renzi riuscirà di chiudere il fronte con i Comuni gli resterà quello aperto con le Regioni e un percorso parlamentare mai facile per la Legge di Stabilità. Ieri il ministro Boschi ha richiamato i colleghi di governo a non tentare l’assalto alla diligenza con la complicità di qualche parlamentare, invitandoli ad astenersi dall’orientare emendamenti durante i passaggi in Aula come è accaduto durante la discussione dello Sblocca Italia. Un segnale di nervosismo in una partita che Palazzo Chigi, sotto la lente di Europa e Quirinale, vorrebbe chiudere senza incertezze.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *