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Grande Pompei in recupero 

Fonte: Il Sole 24 Ore

Primo bilancio positivo del Grande Progetto Pompei, quello al 31 dicembre 2014, presentato ieri da Soprintendenza archeologica e dalla direzione generale del Grande progetto. Dopo i crolli (parla di “ossessione da crolli” il Soprintendete Massimo Osanna), dopo i gravi ritardi nell’avvio (i primi bandi solo nel 2012) con conseguente timore della revoca del finanziamento da 105 milioni della Unione Europea, la gestione del più grande sito archeologico del mondo sembra ripartire. 

Spesi 4,8 milioni anziché i 2,3 del Programma fissato con Ue e ministero a luglio scorso; aggiudicate gare per 54 milioni mentre il piano d’azione ne prevedeva per 50. Banditi interventi per 96 milioni e mezzo (95%) rispetto al budget complessivo di 105 milioni. Per il generale Giovanni Nistri, dg del Grande Progetto, «Si volta pagina», sebbene la spesa sia ancora esigua.
Interessanti i dati che descrivono l’attuazione del Piano delle opere (una delle cinque gambe del Grande progetto, la più importante): sono 19 le gare in corso, 9 i cantieri attivi, 21 le gare bandite. Insomma, dei 47 progetti previsti, 31 sono avviati e 16 sono da bandire. Di questi nove, per un importo di 7,3 milioni, sono stati affidati a Invitalia che dovrà occuparsi delle gare.
È proprio questa probabilmente la sfida più importante del 2015, perché cambia la strategia con cui è stato finora gestito il Grande progetto: nell’ottica di recuperare sui tempi, la «centrale di committenza» si sposta dalla Soprintendenza vesuviana a Roma e, alle gare, si sostituiscono procedure negoziate, con «inviti» a una shortlist di aziende individuate da Invitalia attraverso un bando (i nomi delle società saranno noti tra una settimana). Una prassi resa possibile anche dal Dl Art Bonus che ha innalzato a 1,5 milioni (rispetto al milione del Codice degli Appalti) la soglia per la quale è possibile procedere ad affidamenti diretti. Il nuovo approccio consente di risparmiare tempo conferendo discrezionalità maggiore alla stazione appaltante. Con tutti i rischi del caso. 

Tutto risolto allora? I fondi verranno tutti utilizzati nei tempi a fine 2015? Nistri corregge il tono della voce e mette in chiaro: «Il bilancio ad oggi è positivo, ma è impossibile fare proiezioni. I conti _ dice citando il ministro dei Beni culturali Franceschini _ si faranno alla fine». Per il generale Nistri, le incognite da superare lungo il percorso sono numerose: procedure lunghe, che si imbattono in un contenzioso molto ampio e complesso, generato nella fase di aggiudicazione dei lavori da concorrenti e tecnici, difficoltà tecniche . 
Nonostante tutto, il 2015 si presenta come l’anno dell’accelerazione. Anche i dati sui visitatori inducono all’ottimismo: nel 2014 sono stati registrati 2,7 milioni di visitatori. Se poi si considerano anche Ercolano, Oplonti, Boscoreale e Stabia, gli altri siti archeologici all’ombra del Vesuvio si raggiungono 3,2 milioni di ingressi. 
«Abbiamo ampliato ed ottimizzato l’offerta _ spiega il Soprintendete Massimo Osanna _abbiamo riaperto il Teatro Grande di Pompei, promosso mostre di rilievo internazionale, abbiamo organizzato concerti, conferenze scientifiche, convegni di studio. Abbiamo fatto accordi con le Università per progetti di Ricerca, firmato convenzioni e protocolli d’intesa su scala internazionale».

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