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Gioco d’azzardo: accolte le richieste dei Comuni, intesa vicina

“Sul gioco d’azzardo siamo vicini dall’intesa, che potrebbe arrivare nella riunione  straordinaria della Conferenza Unificata la prossima settimana. Utilizzeremo questo tempo per un’ulteriore verifica del provvedimento con i nostri sindaci”. Si è espresso in questo modo il presidente dell’ANCI Antonio Decaro, al termine della Conferenza Unificata di giovedì scorso che ha esaminato, tra l’altro, il nuovo testo del decreto del governo sul gioco d’azzardo.

Gioco d’azzardo, ANCI: verso un supporto agli Enti locali

“Apprezziamo la volontà del Governo di trovare una soluzione condivisa a una questione che stava creando molti problemi agli Enti locali, così come apprezziamo la volontà di dimezzare il numero delle sale da gioco che – ha proseguito Decaro – saranno di tipologia unica con uno standard di sicurezza molto elevato. Le sale saranno dotate di sistemi di videosorveglianza, ingresso solo per gli adulti, identificazione con tessera sanitaria, personale nelle sale esperto in ludopatia e obbligo di avvisare i servizi sociali dei Comuni nel caso di soggetti sempre presenti nelle sale. Abbiamo poi ottenuto due possibilità per i sindaci, finora abbastanza soli nel condurre la battaglia alla ludopatia. Una è quella di poter imporre una distanza minima di 150 metri delle sale giochi da luoghi sensibili come scuole, luoghi di culto e anche Sert. L’altra e la facoltà data ai sindaci di individuare delle fasce orarie per la sospensione dell’attività di gioco. Si tratta di un avvicinamento importante nel confronto in atto da tempo – ha tenuto a precisare il sindaco di Bari – grazie al lavoro di ANCI che si è avvalso dell’aiuto di sindaci con posizioni molto avanzate sul tema, come quelli di Bergamo, Livorno e altre città. Ci auguriamo che presto i sindaci, molto sensibili al fenomeno che ha gravi conseguenze sociali, possano avvalersi anche di uno strumento normativo nazionale efficace e incisivo”.

Regioni su Manovra economica e riordino settore giochi

Ci sono “problemi per cose che ci sono e altre che mancano”. In particolare non ci sono le risorse la Fondo sociale e al trasporto locale. Queste le principali lacune del Def e della cosiddetta “manovrina” del Governo sottolineate da Massimo Garavaglia, coordinatore della commissione Affari finanziari della Conferenza delle Regioni, al termine della riunione dei presidenti di Regione del 4 maggio scorso.
Per Garavaglia “innanzitutto non c’è il rifinanziamento di due fondi: quello per le politiche sociali da 210 milioni e la quota del trasporto e dell’assistenza all’handicap per 37 milioni sui quali il governo si era impegnato. Le Regioni si erano impegnate a rimettere la differenza di 50 milioni sul fondo per le non autosufficienze, vogliamo tenere la parola ma vorremmo che lo facesse anche il Governo, anche perché se non si fa ora non si fa più”.
In merito al trasporto pubblico locale, Garavaglia ricorda che “c’è un taglio di 70 milioni quest’anno che diventano 100 il prossimo che va a finanziare le Province”.

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