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Gestione migranti: le contromisure per gestire correttamente i trasferimenti

Si espande sempre di più il fuoco delle polemiche lanciate dalle amministrazioni locali in materia di migranti: “Troppi migranti sul nostro territorio, siamo i beffati della doppia accoglienza”. A guidare la protesta sono i piccoli Comuni virtuosi, quelli che aderiscono alla rete SPRAR, facendo integrazione e accoglienza: quelli che successivamente, senza essere interpellati, vedono giungere sul proprio territorio altre decine di migranti in strutture temporanee prefettizie.“Siamo ormai degli incubatori di rifugiati”, afferma Raffaele Scarinzi, sindaco di Vitulano, in provincia di Benevento. E una gbrande mole di lettere di protesta, come la sua, arriva quotidianamente negli uffici dell’ANCI.

Al momento l’Italia accoglie la cifra record di 158.444 migranti (nel 2015 erano “solo” 103mila). La maggior parte (ben 121.665) è alloggiata provvisoriamente nelle migliaia di strutture temporanee attivate dal Viminale e dai prefetti in 1200 Comuni italiani: alberghi, camping, ostelli. Solo 22.192 sono accolti nella rete stabile dello SPRAR (il soggetto istituito nel 2002 dal ministero dell’Interno e affidato all’ANCI, che provvede all’accoglienza (vitto e alloggio) e all’integrazione dei profughi, con una gestione tutta pubblica. Una rete a cui aderiscono oggi volontariamente 500 comuni su 8mila. “Un modello di qualità nell’accoglienza integrata — spiega Veronica Nicotra, segretario generale ANCI — che poco ha a che fare con il modello prefettizio dei mille alberghetti provvisori“. Il problema affiorato troppo spesso è il seguente: chi aderisce allo SPRAR vede poi arrivare nelle proprie città altri migranti, alloggiati nelle strutture temporanee individuate dalle prefetture, in convenzione con cooperative e società alberghiere. La Nicotra illustra a tal riguardo le corrette contromisure strategiche: “In collaborazione col Viminale abbiamo deciso che i Comuni che aderiranno allo SPRAR non subiranno più altri trasferimenti gestiti direttamente dai prefetti: in questo modo i sindaci potranno finalmente sapere con certezza quanti rifugiati dovranno gestire, con un’accoglienza equa ed equilibrata e senza sorprese dell’ultima ora”.

Consulta anche l’articolo intitolato Emergenza migranti: la bozza del piano governativo per la nuova distribuzione.

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