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Gare spinte da Comuni e ferrovie

Fonte: Il Sole 24 Ore

Valore delle grandi opere dimezzato, numero dei bandi (soprattutto di taglio medio) in crescita, comuni e aziende speciali che spingono sull’acceleratore insieme alle ferrovie. È questa la fotografia del settore degli appalti di lavori in Italia scattata dall’osservatorio Cresme Europa Servizi al termine del terzo trimestre dell’anno.
L’andamento registrato nel 2015 è a due velocità: più bandi ma meno ricchi. Da gennaio a settembre sono stati promossi 13.273 appalti per un valore di 17,634 miliardi. Rispetto allo stesso periodo del 2014, il numero di avvisi cresce del 4,4% mentre il valore perde il 18,4 per cento, nonostante il forte recupero di settembre grazie ai 1.644 bandi (+26,8%) per 1,297 miliardi (+13,9%).
La differenza con l’anno scorso la fanno le grandi opere oltre i 50 milioni, passate da 73 per 10,4 miliardi a 44 per 5,9 miliardi: -39% per le gare, -43% per gli importi e soprattutto un calo di 4,5 miliardi che equivalgono quasi in toto alla cifra mancante sul totale dell’anno in corso.
Andamento opposto per le altre fasce. Quella tra 15 e 50 milioni ha totalizzato 123 bandi per 2,883 miliardi, pari a un incremento del 28,1% per il numero e dell’11,9% per il valore; i bandi tra 5 e 15 milioni sono stati 316 (+6,8%) per 2,679 miliardi (+5 per cento).
Stabile il segmento tra uno e cinque milioni, con 1.727 iniziative (-1,5%) per 3,784 miliardi (+0,5%), in rialzo i piccoli lavori tra 500mila euro e un milione con 1.507 bandi (+8,7%) per 1,092 miliardi (+9,3%).
Tra le stazioni appaltanti i Comuni si confermano al primo posto con gli indici entrambi positivi. I dati del Cresme mostrano un incremento del 6,2% di pubblicazioni (8.080 bandi) e dell’1,7% per gli importi (4,754 miliardi). Seguono le Ferrovie con 152 opere (-19,6%) per 3,3 miliardi (+138%), le aziende speciali con 1.026 appalti (+20,6%) per 3,15 miliardi (+73,6%), l’edilizia sanitaria con 507 lavori (+21,9%) per 1,044 miliardi (-16,4%). Segnali positivi anche dall’edilizia abitativa pubblica che ha ripreso a marciare con 316 avvisi (+82%) per 378 milioni (+79%).
L’Anas ha invece concentrato l’attività 2015 sui piccoli e medi interventi: più bandi dall’inizio dell’anno (461, incremento del 4,5%) ma valori più che dimezzati (432 milioni, -61,9%). Tra i grandi enti, solo le amministrazioni provinciali chiudono in ribasso sia per le gare (802, -17%) che per i valori (154 milioni, -92 per cento).
La Campania, pur perdendo il 21% degli importi, rimane al primo posto con 1,949 miliardi. Seguono la Lombardia con 1,892 miliardi (+20,5%), il Lazio con 1,708 miliardi (-32%). I rialzi più consistenti li mettono a segno l’Umbria (474 milioni, +528%) e il Trentino Alto Adige (1,656 miliardi, +461%).
Il bando più importante dell’ultima settimana lo ha pubblicato la Provincia di Brescia, che affida la realizzazione della deviante della tratta da Vestone Nord a Idro Sud sulla Sp 237 «Del Caffaro».
L’appalto integrato (su progetto preliminare) ha un valore di 42 milioni, di cui 38.860.000 euro per lavori soggetti a ribasso, 1.840.000 euro per oneri di attuazione del piano di sicurezza, non soggetti a ribasso, 1.300.000 euro quale corrispettivo per la progettazione.
Si tratta di uno degli ultimi bandi che vanno in gara sul progetto preliminare, visto che la riforma degli appalti eliminerà questa possibilità.
L’intervento corrisponde all’attraversamento del centro abitato di Lavenone, compreso tra la zona a nord dell’abitato di Vestone nel comune omonimo e l’ingresso al centro abitato di Pieve Vecchia, frazione del Comune di Idro. Il cantiere avrà una durata di 870 giorni. Le offerte dovranno pervenire entro il 12 gennaio 2016.

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