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Forte preoccupazione delle regioni per gli orientamenti dell’UE sugli aiuti di Stato per gli aeroporti regionali

Il Comitato delle regioni (CdR) ha espresso seria preoccupazione per la recente revisione degli orientamenti dell’UE in materia di aiuti di Stato per gli aeroporti. “Oggi gli aeroporti regionali sono essenziali sia per rilanciare la competitività che per garantire la coesione territoriale”, – ha dichiarato Catiuscia Marini (IT/PSE), presidente della regione Umbria. “Le regioni e le città devono avere la capacità di mobilitare finanziamenti pubblici adeguati. Gli orientamenti riveduti sono gravemente carenti sul piano della flessibilità, che invece è più che mai necessaria”.

In un parere adottato lo scorso novembre il Comitato delle regioni ha affermato chiaramente che gli interventi pubblici per la costruzione e l’ampliamento di infrastrutture non devono essere considerati aiuti di Stato, poiché costituiscono misure di politica economica pienamente legittime. Gli stessi principi si dovrebbero applicare al finanziamento pubblico dell’intermodalità degli aeroporti, che è una delle massime priorità dell’UE. Gli orientamenti della Commissione ignorano queste esigenze. “Vi è un’evidente contraddizione tra la necessità di conseguire gli obiettivi della strategia Europa 2020 e l’approccio rigido e sordo alle istanze territoriali adottato in materia di aiuti di Stato”, ha affermato ancora la presidente Marini.

Il CdR deplora che sia stato mantenuto per tutte le categorie di aeroporti il periodo transitorio di dieci anni prima di ottenere la piena autonomia finanziaria. A tale riguardo il Comitato chiede maggiore flessibilità per gli aeroporti regionali con un traffico annuo compreso tra 300 000 e tre milioni di passeggeri all’anno. Inoltre, secondo il CdR, gli aeroporti con meno di un milione di passeggeri all’anno dovrebbero essere autorizzati a ricevere sovvenzioni pubbliche anche dopo la fine del periodo transitorio, e una revisione intermedia avrebbe fornito la base per stabilire il regime di aiuti da adottare in futuro.

La disposizione finale adottata dalla Commissione (“a determinate condizioni, alle compagnie aeree possono essere concessi aiuti all’avviamento durante e dopo il periodo transitorio al fine di creare nuove rotte”) è più ampia di quella originale – “determinate” invece di “rigorose” – ma è tuttora problematica. La Commissione europea, tuttavia, ha accolto due altre richieste formulate dal CdR. In primo luogo, ora gli orientamenti includono un riferimento a condizioni particolari per gli aiuti agli investimenti a beneficio degli aeroporti situati nelle regioni ultraperiferiche. In secondo luogo, è previsto un riesame dopo quattro anni per gli aeroporti con meno di 500 000 passeggeri all’anno, per valutare la necessità di aiuti al funzionamento al termine del periodo transitorio.

Il Comitato delle regioni
Il Comitato delle regioni (CdR) è l’Assemblea dei rappresentanti regionali e locali dell’UE, provenienti da tutti i 28 Stati membri. Il suo compito è quello di coinvolgere nel processo decisionale dell’Unione europea gli enti regionali e locali e le comunità che essi rappresentano e di informarli sulle politiche dell’UE. La Commissione europea, il Parlamento europeo e il Consiglio sono tenuti a consultare il CdR in relazione alle politiche europee che possono avere un’incidenza sulle regioni e le città. Il CdR può inoltre adire la Corte di giustizia per salvaguardare le proprie prerogative o se ritiene che un atto legislativo dell’UE violi il principio di sussidiarietà o non rispetti le competenze degli enti regionali o locali.

(Fonte: Committee of the Regions)

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