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Fondo perequativo Imu-Tasi, ecco come sarà ripartito

Il recente decreto-legge 78/2015, meglio noto come “decreto enti locali” e che è approdato proprio ieri all’Assemblea di Palazzo Madama, prevede all’articolo 8, comma 10, un fondo perequativo Imu-Tasi di 530 milioni di euro per l’anno 2015.

Dei 530 milioni del contributo una quota di 472,5 milioni del contributo complessivo di 530 milioni verrà attribuita a ciascun comune tenendo conto dei gettiti dell’IMU e della TASI e la restante quota di 57,5 milioni verrà ripartita tenendo conto della verifica del gettito dell’IMU dei terreni montani.

La metodologia in base alla quale deve essere ripartito tale contributo, tenendo anche conto dei gettiti standard ed effettivi dell’IMU e della TASI e della verifica del gettito per l’anno 2014, è stata approvata nella Conferenza Stato-città ed autonomie locali del 16 luglio scorso > la metodologia.

Ora il Ministero dell’interno ha stabilito la quota del contributo di spettanza di ciascun comune. Non è uscito ancora il decreto, che in base all’articolo 8, comma 10, del d.l. 78/2015 doveva essere adottato entro il 10 luglio, ma il Viminale ha anticipato  l’elenco delle attribuzioni per rendere noto l’importo spettante ai comuni interessati, al fine di agevolare gli enti ancora in fase di predisposizione del bilancio di previsione 2015.

Il decreto poi formalizzerà per ciascun comune la quota spettante del contributo, tenendo anche conto dei gettiti standard ed effettivi dell’IMU e della TASI e della verifica del gettito IMU dei terreni agricoli.

Si fa presente che gli importi attribuiti potranno essere effettivamente corrisposti soltanto dopo la predetta pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale e che le stesse somme non saranno da considerarsi tra le entrate finali dell’ente rilevanti ai fini del patto di stabilità interno, di cui all’art. 31, comma 3, della legge 12 novembre 2011, n. 183.

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