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Finanza locale: il percorso accidentato del riconoscimento all’autonomia locale

“Il riconoscimento delle autonomie locali contenuto nell’art. 5 della Costituzione è andato via via logorandosi a partire dalla riforma del Titolo V del 2001. Se è vero che l’autonomia locale fa crescere il Paese, è anche vero che essa va ripensata per mettere i Comuni nelle condizioni di portare il proprio contributo effettivo ed efficiente alla crescita del sistema Paese”. A sottolinearlo è Guido Castelli, presidente di IFEL, delegato ANCI alla Finanza locale e sindaco di Ascoli Piceno, nel corso suo intervento di apertura dei lavori della VI Conferenza sulla Finanza e l’Economia locale che si sta svolgendo in questi giorni a Roma.

VI Conferenza IFEL sulla Finanza e l’Economia locale

Il delegato ANCI ha spiegato come i principi, che erano alla base della legge 42/2009, siano stati stravolti negli anni a causa di alcune torsioni. Innanzitutto, “il contributo dei Comuni al risanamento finanziario del Paese negli anni della crisi, contributo che è stato sproporzionato rispetto ad altri settori della PA. Si è prodotta – ha proseguito – una vera aberrazione che ha portato i bilanci comunali a sostenere stress notevoli”.
Accanto a questo elemento il delegato alla Finanza locale ha segnalato la “compressione progressiva della spesa corrente dei Comuni, che si è attestata sul 20% della loro capacità di spesa nel 2010. Questa condizione, abbinata alla riduzione del personale ed al blocco del turnover – ha ribadito Castelli – ha logorato il sistema di efficienza dell’intero comparto comunale”. Tutto questo si è tradotto in una “riduzione anche della capacità di risposta delle amministrazioni locali ai nuovi bisogni delle comunità locali, soprattutto sul versante del welfare e delle nuove fragilità sociali”.
Infine, il delegato si è soffermato sulla grande questione del debito, da lui definito uno dei “tanti paradossi della finanza locale”. Infatti, “mentre negli ultimi anni il debito complessivo del paese è aumentato, è diminuita di molto la capacità di investimento dei Comuni in modo tale da non frenare la dinamica generale del debito”.

Finanza locale: il percorso accidentato dell’autonomia locale

Da questa direzione si spalanca l’auspicio di Castelli affinché si “azzeri l’attuale impianto normativo di finanza locale per avere una nuova normativa, chiara e coerente, fondata – ha concluso – su forti principi che sostengano il ruolo dei Comuni”.
Intervenendo poi alla conclusione del convegno il delegato ANCI ha ribadito la richiesta al governo di “una nuova legge delega sull’autonomia municipale e sulla finanza locale, necessaria a superare il quadro attuale che ha visto negli anni una progressiva disarticolazione della legge 42”. Secondo Castelli, un provvedimento siffatto non “deve solo occuparsi degli aspetti finanziari ma anche delle tante interazioni relative ai Comuni che non sono un’isola quanto un pezzo portante dell’articolazione dello Stato”.
Centrali inoltre sono la questione delle entrate che “per i Comuni sono ormai un vero cubo di Rubik”, e quella della differenziazione normativa che “dovrà tenere conto delle specificità delle amministrazioni locali, ciascuna con le proprie caratteristiche”.

Road map dell’ANCI in arrivo

Sopra ogni cosa, tuttavia, appare fondamentale “la definizione di regole certe ed omogenee che – osserva il delegato – sottraggano i Comuni ai rischi della interpretazione di una congerie di norme, regole e codicilli”.
“Su tutti questi temi da settembre come ANCI avvieremo una sorta di road map con tutte le forze politiche, con l’obiettivo – ha infine annunciato il sindaco di Ascoli –  di portare alla loro attenzione le questioni più rilevanti dei Comuni che vanno risolte in maniera organica e non in modo estemporaneo”.

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