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Fassino ai sindaci: individuare al più presto proposte per far ripartire paese

“Individuare al più presto le proposte per far ripartire il Paese”. Con queste parole il presidente dell’Anci, Piero Fassino, ha accompagnato ieri la lettera con cui il 2 giugno il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha invitato i sindaci a indicare al governo opere e provvedimenti da sbloccare nelle città.

La missiva di Fassino segue al primo commento del sindaco di Torino che subito dopo l’annuncio di Renzi si era detto “pronto, insieme a tutti i sindaci italiani, a raccogliere le richieste del Presidente del Consiglio. In ogni città e Comune – aveva dichiarato in una nota – ci sono progetti che, se finanziati, possono decollare in breve tempo contribuendo così al rilancio della crescita e alla creazione di lavoro”.

Di seguito i commenti dei sindaci che ieri si sono espressi sul pacchetto “sblocca Italia”: Pizzarotti (Parma), Orlando (Palermo), Fontana (Varese), Bianco (Catania), Ballarè (Novara), Del Gaudio (Caserta), Perrone (Lecce), Tambellini (Lucca), Zedda (Cagliari).

Pizzarotti
“Mi auguro non sia il solito intervento spot del governo, ne abbiamo già visti tanti e su questo tema sarebbe grave. Li aspettiamo al varco”. Così il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, commenta la lettera con cui il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha chiesto ai sindaci di indicare opere e provvedimenti da sbloccare nel cosiddetto “sblocca Italia”. 
“Come tutti i sindaci – ricorda il sindaco di Parma – anche noi abbiamo inviato una lettera al governo per chiedere il sostegno dello Stato alle nostre scuole. Stiamo parlando del futuro dei nostri figli – aggiunge – e della riqualificazione di strutture che per troppo tempo e troppi anni i nostri predecessori hanno completamente ignorato. L’edilizia scolastica ha bisogno da anni di risposte concrete. Noi a Parma – conclude Pizzarotti – ci siamo già mossi riqualificando le scuole dall’amianto e ristrutturando alcune parti degli edifici, ma senza il sostegno dello Stato i comuni non hanno la forza economica per continuare i lavori”.

Orlando
“Le opere incomplete non rappresentano solo uno spreco di risorse ma sono sintomo di sottosviluppo. Come sindaco e presidente di Anci Sicilia non posso che apprezzare l’attenzione del Presidente Matteo Renzi sul tema dello sblocco delle opere pubbliche”. Ad affermarlo è il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, che annuncia come la “sua amministrazione sta predisponendo una relazione dettagliata, così come faranno certamente i comuni siciliani”.
Orlando si augura che “all’impegno dei comuni faccia seguito da parte del governo e del Parlamento nazionale una diversa attenzione ai tanti problemi di natura finanziaria che frenano le amministrazioni comunali”. In particolare l’esecutivo dovrà partire “dalla eliminazione di soffocanti ‘lacci e laccioli’ fonte di ritardi nei lavori e di pretesti per clientele, corruzioni e parassitismi”.
Il sindaco palermitano auspica anche la definizione di un quadro sanzionatorio preciso in tema di opere pubbliche : “Dovranno essere previste rigorose sanzioni per i ritardi e per le colpevoli inefficienze da addebitare tanto agli organi comunali che a quelli statali”, conclude.

Fontana
“L’iniziativa del Presidente del Consiglio rappresenta un buon inizio ma i veri problemi da affrontare sono quelli delle responsabilità degli uffici periferici e della burocrazia”. È l’opinione di Attilio Fontana, sindaco di Varese e presidente di Anci Lombardia, che interviene sulla lettera che il premier Renzi ha inviato ai suoi ex colleghi per invitarli a concorrere al successo del cosiddetto “sblocca Italia”.
“La lettera non l’ho ancora ricevuta ma, avendone letti i contenuti sulla stampa, resto abbastanza senza parole. Le cose denunciate da Renzi sui ritardi della burocrazia – osserva Fontana – noi sindaci le andiamo dicendo da tempo. Per questo siamo contenti che ci sia un’azione del governo in questo senso”.
Il sindaco di Varese ha già in mente “alcuni immobili presenti sul territorio i cui lavori sono paralizzati dalla burocrazia, guarda caso proprio dalla soprintendenza”. Tuttavia il “nodo non è il singolo immobile, quanto la necessità di ridefinire ruoli e responsabilità delle singole istituzioni. Non è possibile – denuncia il primo cittadino – che per realizzare un parcheggio siano necessarie almeno dieci autorizzazioni. La lettera, anche se è buona idea, deve essere solo il primo passo”.

Bianco
“Sbloccare il Paese attraverso questo decreto rappresenta un’azione meritoria e chiamare all’appello i sindaci, che, come Renzi sa bene, conoscono alla perfezione la realtà territoriale e sono in grado di individuare quanto occorre alla ripresa economica, è stato opportuno oltre che necessario”. Lo dice il sindaco di Catania, Enzo Bianco, che sottolinea come il suo comune “è stato il primo a rispondere all’appello di Renzi, individuando quattro opere pubbliche da far ripartire”. 
“Al governo nazionale, che ci consente questa opportunità – aggiunge il sindaco etneo – chiediamo di sbloccare il completamento della rete di metanizzazione dei quartieri del nord est della città, per sei milioni e mezzo di euro, il progetto di  viabilità di scorrimento da piazza Europa a via del Rotolo, importantissima sia sotto il profilo della sicurezza antisismica sia sotto quello turistico, del costo di 12 milioni e mezzo di euro, il riattamento del Palazzo dello sport di Nesima, che costerebbe sei milioni e il completamento della viabilità di San Giovanni Galermo, per cinque milioni di euro”.

Ballarè
“Sono assolutamente favorevole con questo modo di fare del premier Renzi che in questo campo mette in gioco la sua esperienze di sindaco e sa molto bene che il ritorno alla crescita di questo Paese passa anche tramite le opere fatte presso i comuni. È bello questo suo rapporto diretto con i primi cittadini del nostro Paese che sono parte della Repubblica”. Così il sindaco di Novara, Andrea Ballarè, commenta la lettera inviata dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, a tutti i sindaci per chiedere di segnalare entro il prossimo 15 giugno quali opere siano degne di essere sbloccate. 
A questo proposito, Ballaré ha già le idee chiare: “A Novara abbiamo da segnalare un po’ di caserme dismesse, spazi immensi n centro città che possono essere recuperati e riutilizzati. Ad esempio – spiega – gli uffici dell’amministrazione comunale sono sparsi in cinquanta sedi in tutto il territorio comunale e se volessimo fare un discorso di efficienza e di efficacia sarebbe senz’altro utile riunirli tutti in un unico edificio, appunto una caserma, che consentirebbe, al contempo, di mettere sul mercato gli altri stabili. Ecco questa sarebbe un’ottima operazione”.

Del Gaudio
“Credo che al di là dei provvedimenti spot il governo debba fare un serio ragionamento su tutta la fiscalità locale che è l’unico strumento che permette ai comuni di vivere. Da sindaco di un comune dissestato, inoltre, denuncio la totale disattenzione verso di noi. Siamo stati lasciati soli e per risollevarci non basta prenderci per la gola dicendoci ‘vi facciamo una scuola o una strada’”. È duro il commento del sindaco di Caserta Pio Del Gaudio all’annuncio del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che ieri, annunciando lo ‘Sblocca Italia’, ha scritto ai sindaci per chiedere loro di indicare le opere ferme da far ripartire. 
“Già per l’edilizia scolastica – ricorda Del Gaudio – inviammo le nostre indicazioni. Fino ad oggi, però, non è arrivato niente. Quelle del presidente Renzi – sottolinea il sindaco di Caserta – sono iniziative importanti ma per avere efficacia devono andare avanti”. 
Ma più del singolo intervento a Del Gaudio sta a cuore la condizione generale dei Comuni, in particolar modo quelli dissestati. “Non possiamo accendere mutui – spiega – e dobbiamo limitare la nostra azione amministrativa alla normale amministrazione. Insieme ad altri Comuni abbiamo scelto la strada del dissesto, dicendo la verità ai nostri cittadini. Tuttavia c’è stata disattenzione totale e oggi ci troviamo soli di fronte alle varie Iuc, Tasi e Imu”. 
“Servono interventi strutturali e non a spot – ribadisce e conclude Del Gaudio –, cosa peraltro detta più volte alle riunioni a cui ho partecipato in Anci”.

Perrone
“Lo spirito della lettera inviata ai sindaci dal premier è assolutamente condivisibile, il problema è che sostanzialmente si chiede ai primi cittadini di fare una cosa che hanno sempre fatto, cioè sollecitare gli organi competenti su situazioni di stallo, quali ad esempio caserme inutilizzate”. Lo ha detto il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, commentando la lettera inviata dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi a tutti i sindaci, per chiedere di segnalare quali opere siano degne di essere sbloccate. 
“Da parte nostra – continua il sindaco di Lecce – già in passato, abbiamo interpellato i ministeri competenti presentando dei progetti di recupero per ristrutturare e riutilizzare degli stabili ma non abbiamo avuto risposta quindi, non farò altro che riproporre le stesse istanze presentate negli scorsi anni”. 
“Detto questo – conclude – forse la lettera dovrebbe essere rivolta, oltre che ai sindaci, anche al Governo stesso”.

Tambellini
“La lettera di Renzi? Ancora non ho visto nulla ma è chiaro che tutto quello che va nella direzione di sbloccare cose ed attività che sono ferme da tempo va molto bene”. Lo afferma il sindaco di Lucca, Alessandro Tambellini, riferendosi alla missiva con cui il Presidente del Consiglio Renzi ha invitato i primi cittadini a segnalare al governo le opere pubbliche urgenti da sbloccare.
Nel caso di Lucca ci sarebbe solo l’imbarazzo della scelta sulle opere da indicare. “Le emergenze sono così tante – aggiunge Tambellini – che prima di tutto c’è la necessità di fare un censimento accurato della situazione. Qui è rimasto tutto fermo, soprattutto nel settore dell’edilizia scolastica, dove bisogna lavorare e molto”.
Proprio su questo aspetto l’amministrazione lucchese si è già attivata avviando i lavori di ristrutturazione di una scuola media. “Certo il fatto che sull’edilizia scolastica sia arrivata una risposta dal governo mi lascia ben sperare anche su questa nuova iniziativa di collaborazione tra il governo centrale ed i sindaci”, conclude Tambellini.

Zedda
“I nostri assessorati sono già al lavoro per individuare le segnalazioni da inviare al Governo. Qualunque iniziativa di questo tipo è positiva. Il presidente del Consiglio è stato sindaco e conosce le difficoltà che si incontrano ogni giorno. È fondamentale che alle segnalazioni seguano fatti importanti”. Lo ha detto il sindaco di Cagliari Massimo Zedda commentando l’invito rivolto ieri ai primi cittadini dal premier Matteo Renzi in merito al provvedimento “Sblocca Italia”.    
“Al Comune di Cagliari – ha aggiunto il sindaco Zedda – che ha un piano triennale delle opere pubbliche da 343 milioni di euro con diversi cantieri già avviati, basterebbe lo sblocco del 10 per cento del Patto di stabilità”. 
“Siamo un’amministrazione virtuosa, come ce ne sono tante in Italia – ha concluso – e sarebbe importante un riconoscimento in questo senso”.

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