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Esuberi e precari p.a., ecco quanti rischiano

Esuberi e precari nella pubblica amministrazione, continua la lunga attesa per definire le platee e, soprattutto, le tempistiche entro le quali tutti gli interessati conosceranno il loro destino.
Pienamente in corso l’iter di riduzione delle piante organiche negli uffici pubblici, a seguito del piano esuberi diramato nella spending review approvata la scorsa estate.
In principio, si era parlato di circa 20mila dipendenti, gran parte dei quali prossimi alla pensione, da proiettare in mobilità volontaria con retribuzione all’80% dello stipendio per un biennio.
La quota dei lavoratori allontanati dalla scrivania, poi, si è ridotta sensibilmente coi primi conteggi, che avevano portato, in un primo momento, a quantificare il personale in eccesso poco oltre le 4mila unità.
Ora, ha annunciato il ministro Patroni Griffi, il numero degli esuberi nella pubblica amministrazione si vede quasi raddoppiato dalle stime iniziali, con l’aggiunta di circa 3.300 nuovi casi riscontrati negli enti dello Stato.
A questo proposito, va infatti ricordato che i tagli in via di definizione, per adesso, si riferiscono esclusivamente alle diramazioni a diretta dipendenza dell’amministrazione centrale, mentre per gli enti locali si dovrà ancora attendere l’apposita normativa di attuazione.
Al momento, sono stati inclusi, oltre ai Ministeri, anche Inps e 24 enti parchi, che hanno così generato lo scatto del personale in via di esubero: “Abbiamo proiezioni di ulteriori 3.000 eccedenze di personale per un totale quindi di 7.300 per effetto di altri due decreti”, ha specificato il ministro Patroni Griffi.
Per quanto riguarda i precari nella pubblica amministrazione, invece, è arrivato il sì alla proroga per i contratti in scadenza a fine anno, allungati al 31 luglio 2013.
Su questo fronte, però Patroni Griffi ha smorzato gli entusiasmi, specificando che “è impossibile pensare a una stabilizzazione di massa per i 260mila precari della pubblica amministrazione”.
Questo esercito di contratti a termine, infatti, comprende non solo i funzionari pubblici, ma anche i docenti, i Vigili del Fuoco e la sanità, che il ministro ripartisce in questo modo secondo il Conto annuale elaborato dalla Ragioneria dello Stato: “130.000 precari nella scuola, 115.000 nella sanità e enti locali e 15.000 nelle amministrazioni centrali”.
“Ogni soluzione – ha detto – deve essere graduale”, ha aggiunto il ministro. Al vaglio sarebbero anche soluzioni ponte per la regolarizzazione dei precari, che vedrebbero i propri rapporti ulteriormente allungati fino a 60 mesi dai 36 massimi di regime.

>> Leggi il testo dell’Audizione del Ministro  Patroni Griffi del 5 dicembre 2012 alla Camera (Commissione Lavoro): Problematiche derivanti dalle eccedenze di personale nelle pubbliche amministrazioni

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