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Eredità dello Stato al Demanio

Fonte: Italia Oggi

di ANTONIO CICCIA MESSINA (da Italia Oggi) – In collaborazione con Mimesi s.r.l.

Al Demanio il compito di gestire le eredità arrivate allo stato. Anche giacenze bancarie, valori e titoli mobiliari. Si tratta delle eredità giacenti, quelle per cui non c’è un erede o i chiamati all’eredità non hanno accettato. In questi casi i beni dell’eredità giacente vanno allo stato. A prevederlo è l’articolo 586 del codice civile. Lo stato diventa erede di diritto, senza bisogno di accettazione. Lo stato, peraltro, è erede solo delle attività e non risponde dei debiti ereditari e dei legati oltre il valore dei beni acquisiti. Evidentemente, però, non c’è una oculata gestione di queste eredità. E il disegno di legge di Bilancio per il 2021 si occupa di fare un po’ di ordine e di programmazione. Innanzi tutto, si individua un soggetto cui affida la competenza e la responsabilità di gestire tutti questi beni e non solo gli immobili. La disposizione proposta affida, infatti, all’Agenzia del Demanio la gestione e valorizzazione dei beni delle eredità giacenti, oltre che degli immobili, anche dei beni mobili, dei valori, delle obbligazioni, delle partecipazioni societarie, delle quote di fondi comuni di investimento e degli altri valori mobiliari, dei crediti nonché dei diritti e dei beni immateriali.

Ai fini del funzionamento del sistema di gestione l’Agenzia del Demanio potrà stipulare convenzioni con altre amministrazioni e con enti specializzati pubblici e privati. La disposizione, spiega la relazione, ha la finalità di superare l’assenza di una chiara imputazione delle competenze in materia di gestione dei beni ereditati dallo Stato ai sensi dell’articolo 586 del codice civile. In sostanza, ad oggi, non si sa bene chi deve occuparsene. Allo stato attuale, si legge sempre nella relazione, non è individuabile con chiarezza il soggetto competente in materia di gestione di eredità giacenti costituite da beni diversi dagli immobili, per i quali ultimi è chiaramente competente l’Agenzia del demanio. All’Agenzia del demanio, dunque, sono assegnate nuove competenze, e così la gestione di tutti i beni (di qualunque tipo, mobile o immobile), devoluti allo Stato ai sensi dell’articolo 586 del codice civile, è attribuita ad un unico soggetto. Così si confida di poter mettere a frutto tutti i beni che arrivano allo Stato dalle eredità giacenti: il ddl vuole che tutti i beni mobili e immobili siano valorizzati e sfruttati. Anche da queste gestioni possono derivare entrate per lo stato. Per il momento, però, bisogna fare fronte alle spese di questi compiti gestionali e il ddl bilancio stanzia, a decorrere dal 2021, 500 mila euro. In parallelo si prevede che il Mef, ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il ministero della giustizia, dia le direttive per censire di quali beni si sta parlando. A questo riguardo, in dettaglio, la norma prevede che il Mef individui i criteri per l’acquisizione, anche mediante la predisposizione di un apposito sistema telematico, dei dati e delle informazioni rilevanti per individuare i beni giacenti o vacanti nel territorio dello Stato.

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