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Elezioni amministrative 2021 verso il rinvio per il Coronavirus

Elezioni amministrative verso il rinvio per il Coronavirus

La decisione sembra ormai definitiva: già oggi, giovedì 4 marzo, il Governo potrebbe approvare il decreto che rinvia ufficialmente le elezioni amministrative (comunali e regionali in Calabria), come si era già ampiamente segnalato nelle scorse settimane. Da settimane si ragiona infatti su questa ipotesi che negli ultimi giorni si è fatta sempre più concreta a causa della risalita dei contagi e dei ricoveri nei reparti Covid e nelle terapie intensive, e soprattutto per il timore della tanto temuta terza ondata, che potrebbe essere scatenata dalle “varianti”. L’istruttoria disposta dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese sembrerebbe ora conclusa. È pronto il provvedimento che sancirà lo slittamento in autunno, tra settembre e ottobre, di tutte le consultazioni previste fino a fine giugno.

Le elezioni amministrative 2021 dovranno coinvolgere 11 milioni e 583.724 cittadini in tutta Italia e 1.113 Comuni. Tra questi anche molte grandi città, a partire dalla Capitale, come Milano, Torino, Napoli, Bologna, Trieste e 14 capoluoghi di provincia. Come si legge sul Sole 24 Ore di questa mattina, le date segnate in rosso tra Palazzo Chigi e il Viminale sono domenica 10 ottobre e lunedì 11 ottobre. Quando, si spera, la campagna vaccinale avrà prodotto i suoi effetti sul contenimento dei contagi e sul regresso del virus. Manca il sì informale dei capi di partito, e un ultimo giro di tavolo si potrebbe avere già in sede di Cdm con i capidelegazione al governo.

La morsa della pandemia che negli ultimi giorni ha fatto aumentare il numero dei contagi e le restrizioni imposte dal nuovo D.P.C.M. impediscono infatti lo svolgimento di una regolare campagna elettorale con comizi, incontri, eventi organizzati per sostenere i candidati. E poi c’è il problema degli edifici scolastici, segnala il Corriere della Sera: la didattica a distanza ha già creato numerose difficoltà agli studenti, aggiungere altri giorni di chiusura degli istituti viene ritenuto troppo gravoso. Questo il motivo per cui si è ragionato su un rinvio unico, ipotesi che circola da tempo nei corridoi di Governo, e del resto lo stesso presidente della Repubblica Mattarella, quando conferì l’incarico a Draghi, espresse preoccupazione per il rischio epidemiologico di un ritorno alle urne in primavera.

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