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È viziata l’ordinanza del sindaco che amplia la Ztl senza coinvolgere la giunta comunale

Fonte: Sole 24 Ore

di MICHELE NICO (dal Sole 24 Ore) – In collaborazione con Mimesi s.r.l.

Non compete al sindaco, bensì alla giunta comunale l’adozione dei provvedimenti di modifica strutturale della circolazione e del traffico urbano, come l’ampliamento della zona a traffico limitato e la modifica dei dispositivi di circolazione e sosta nelle strade dei quartieri. Questo il principio sancito dal Consiglio di Stato con la sentenza n. 7129/2019, che, in linea con la decisione del giudice di primo grado, ha confermato l’annullamento delle ordinanze sindacali, per difetto di competenza, aventi a oggetto la modifica della viabilità ordinaria in un quartiere del Comune di Napoli. L’intervento dei giudici è scaturito dal ricorso proposto da alcuni residenti contro i provvedimenti viabilistici dell’ente in materia di circolazione e sosta che, ad avviso dei ricorrenti, avevano aggravato la congestione del traffico veicolare e incrementato i livelli di inquinamento nella zona. La pronuncia è meritevole di interesse per più aspetti che riguardano il rapporto tra la cittadinanza e l’ente locale nell’esercizio delle delicate funzioni di regolazione del traffico urbano, sempre più avvertito quale fenomeno opprimente e irto di insidie per la popolazione insediata sul territorio. Il Consiglio di Stato ha riconosciuto, innanzitutto, che non può negarsi la piena legittimazione dei residenti a contestare in giudizio gli atti amministrativi che modificano la viabilità e la mobilità nel territorio di pertinenza. Per quanto riguarda il merito della controversia, i giudici prendono le distanze dalla tesi difensiva del Comune e rilevano che, quando si tratta di modifiche complessive e articolate, non spetta al sindaco adottare il provvedimento di limitazione della circolazione in base all’articolo 7, comma 1, del codice stradale. Il predetto comma, infatti, ha per oggetto l’esercizio dei soli poteri ordinari, di modo che in questo ambito la lettera b) assegna al sindaco il potere di regolamentare la circolazione dei veicoli nei centri abitati, e in specie di «limitare la circolazione di tutte o di alcune categorie di veicoli».

La pianificazione del traffico
Di contro, quando si tratta di regolamentare il traffico mediante l’adozione di provvedimenti durevoli e strutturali, entra necessariamente in gioco la pianificazione del Comune, che non era stata correttamente approvata dall’ente. Infatti, il Comune non aveva provveduto alla revisione biennale del piano generale del traffico urbano, né aveva elaborato il piano particolareggiato e il piano esecutivo del traffico, con l’obiettivo prescritto dal codice di migliorare le condizioni della circolazione e della sicurezza stradale.

I riferimenti normativi
A fronte di queste carenze, Palazzo Spada ha richiamato gli obblighi normativi che vincolano l’azione amministrativa della PA in materia, citando al riguardo il comma 9 del medesimo articolo 7, in base al quale «i Comuni, con deliberazione della giunta, provvedono a delimitare le aree pedonali e le zone a traffico limitato tenendo conto degli effetti del traffico sulla sicurezza della circolazione, sulla salute, sull’ordine pubblico, sul patrimonio ambientale e culturale e sul territorio. In caso di urgenza il provvedimento potrà essere adottato con ordinanza del sindaco, ancorché di modifica o integrazione della deliberazione della giunta. Analogamente i Comuni provvedono a delimitare altre zone di rilevanza urbanistica nelle quali sussistono esigenze particolari di traffico ( )». Secondo i giudici amministrativi, il dettato normativo in questione «attribuisce espressamente alla giunta comunale una regolazione generale della restrizione del traffico veicolare urbano, anche in considerazione del suo generale impatto territoriale». Di qui il corollario secondo cui la programmazione del traffico e le modifiche strutturali alla circolazione veicolare sono materie che esulano dalla specifica competenza del sindaco.

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