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Dopo oltre quattro mesi Comuni ancora senza Rsu

Fonte: Il Sole 24 Ore

Alla chiusura delle urne, l’Italia era coperta dalle nevicate eccezionali di fine inverno. Poi, dopo le pioggie di primavera, hanno fatto in tempo ad arrivare Scipione, Caronte, Minosse, ma nemmeno i vari anticicloni mitologici sono riusciti a sbloccare la situazione: i risultati ufficiali sulle rappresentanze sindacali unitarie nel pubblico impiego, a quattro mesi abbondanti dalle elezioni
del 5-7 marzo, mancano ancora all’appello.
In pratica, si è fermi alla girandola di cifre circolate nei comunicati stampa diffusi dai sindacati all’indomani del voto, con la Cgil esultante per la «vittoria schiacciante» e la Cisl impegnata a ridimensionare i dati diffusi da Corso d’Italia.
E i dati finali? Per Regioni ed enti locali, il comparto più articolato, sono ancora persi tra le tante strade imboccate dalle amministrazioni per comunicare i propri voti all’Aran. A ostacolare una chiusura rapida della pratica ci si è messo di tutto. La neve che ha sommerso mezza Italia proprio mentre si votava (costringendo gli enti a occuparsi di urgenze più pressanti rispetto alle Rsu) è stato solo l’inizio: in tanti si sono scontrati con la piattaforma informatica dell’Aran, e hanno optato
per la posta elettronica o la vecchia raccomandata, inondando gli uffici dell’Agenzia. Sulle procedure si è poi abbattuto anche il terremoto dell’Emilia Romagna, che
ha ovviamente distolto
dal problema i Comuni
della zona.
Risultato: il 5 luglio il comitato paritetico ha suonato il fischio finale nella raccolta dei dati ma dal comitato di settore del comparto fanno sapere che mancano più di mille Comuni, oltre a parecchie Unioni e altri enti. La conseguenza certa è l’avvio del contenzioso, già annunciato per esempio da Diccap-Confsal anche perché, per i sindacati estranei alla «triplice», dai risultati dipende la certificazione della possibilità o meno di fruire di permessi e distacchi (minacciati ma non tagliati dalla spending review). Libia ed Egitto, al debutto nella democrazia dopo le rivolte della Primavera Araba, sono riuscite a chiudere la pratica elettorale più in fretta: ma, si sa, le battaglie burocratiche hanno tempi molto più lunghi.

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