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Dipendenti pubblici: 5,4 miliardi a disposizione nella Manovra 2020 per i rinnovi dei contratti

Dipendenti pubblici

A vele spiegate verso i rinnovi dei contratti pubblici: nella giornata di ieri all’incontro con i sindacati in vista della Manovra 2020, il Governo ha messo sul piatto 5,4 miliardi nel triennio, ma il nodo delle risorse è stato rinviato a un tavolo tecnico serale alla Ragioneria generale dello Stato per verificare l’esistenza delle coperture, tenendo conto che una quota (1,4 miliardi nel 2020 e 1,7 nel 2021) deriva dallo stanziamento nella precedente Legge di Bilancio (legge 145/2018).

Il Governo incontra i sindacati

Davanti ai leader sindacali il premier Conte – affiancato dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, e dal ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo – ha confermato le difficoltà dell’attuale quadro economico internazionale, dando rilievo tuttavia al fatto che nell’impostazione della Manovra “pur tutelando la solidità dei conti pubblici, abbiamo cercato di essere quanto più espansivi possibile”. Il premier ha voluto sottolineare tra le priorità il maxi piano di contrasto all’evasione da 7,2 miliardi, in ossequio al principio secondo cui “tutti devono pagare le tasse affinché tutti possano pagare meno”. Sull’IVA, ha evidenziato come il disinnesco degli aumenti abbia già di per sé “un forte impatto” nella direzione di evitare una stretta sui consumi delle famiglie. A ciò si sommeranno le misure di sostegno ai redditi familiari e il taglio del cuneo fiscale.

Taglio del cuneo fiscale e pensioni

Sul taglio del cuneo fiscale il premier si è limitato a ribadire un intervento da 2,5-2,7 miliardi a partire da luglio 2020, che diventeranno 5,4 nel 2021. Somme considerate insufficienti dai sindacati. «Noi il taglio del cuneo fiscale lo vogliamo, ma le cifre messe sul tavolo ancora non sono sufficienti, vanno aumentate. Numeri non ne diamo, ma vogliamo raggiungere risultati concreti», ha commentato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.
Con riferimento al tema pensioni si addensano le richieste dei sindacati. “Nella manovra dovrà esserci spazio per la rivalutazione di quelle in essere”, ha chiesto il numero uno della Uil, Carmelo Barbagallo. Ma da Palazzo Chigi si fa presente che il dossier previdenza sarà gestito direttamente dal ministero dell’Economia. Come a dire: i conti dovranno quadrare.

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