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Dilaga la protesta contro l’Imu

Fonte: Il Sole 24 Ore

Alla maniera di Nanni Moretti i Comuni ricordano che le parole sono importanti e invitano il Governo a chiamare le cose con il loro vero nome. In primis l’Imu che, a giudizio dei sindaci, non è un’imposta municipale ma una «patrimoniale statale». Per di più «occulta», «rigida», «ingiusta» e «onerosa» per usare le stesse espressioni del presidente dell’Anci, Graziano Delrio.
La mobilitazione dei sindaci contro il tributo immobiliare è ufficialmente partita con l’iniziativa “Imu? No grazie!” svoltasi ieri a Roma nella sede dell’associazione dei municipi. E raggiungerà il suo apice il 24 maggio con la manifestazione unitaria di Venezia contro una forma di prelievo che «rende i cittadini più tassati e i Comuni più poveri». E contro la quale – è la posizione dell’Anci – bisogna battersi per spingere il Governo a cambiarlo. Senza tuttavia invitare la popolazione all’obiezione fiscale come continua invece a fare la Lega.
Nel descrivere l’aura poco lieta che circonda l’Imu Delrio chiama a conforto i numeri. Ribadendo in conferenza stampa le cifre anticipate sul Sole 24 Ore del 1° maggio: sebbene il gettito complessivo dell’imposta sia stimato intorno ai 21,4 miliardi di euro, gran parte (circa 12) andranno allo Stato, anche sotto forma di tagli ai trasferimenti; da parte loro, i Comuni dovrebbero ricevere 3,2 miliardi di gettito sulla prima casa ma, a causa dei tagli per 5,7 miliardi, finiranno per perdere 2,5 miliardi (e dunque il 27%) rispetto alla vecchia Ici. Cattive notizie anche per i contribuenti che – per il combinato disposto di un’aliquota base sulle seconde case al 7,6 per mille e per la rivalutazione delle rendite del 60% disposta dal Dl salva-Italia – «vedranno crescere la pressione fiscale sugli immobili del 133 per cento».
Da qui alla richiesta all’Esecutivo di un’inversione di rotta e alla stipula di un patto per la crescita che insieme alla partita fiscale affronti quella degli investimenti bloccati, il passo è breve. «Se lo Stato vuole fare una patrimoniale – ribadisce il sindaco di Reggio Emilia – la faccia chiaramente ma senza nascondersi dietro la faccia dei Comuni». Dichiarandosi poi disponibile invece a gestire interamente un tributo immobiliare veramente municipale anche in cambio di quel che resta dei trasferimenti erariali.
Gli fa eco Gianni Alemanno. Che insiste sulla compattezza di tutti i municipi italiani e ricorda come da tempo i sindaci abbiano chiesto «un incontro al premier Monti, che non è mai arrivato. Se non arriveranno – avverte il primo cittadino della capitale – risposte dal Governo alle nostre richieste di modifica, non potremo che continuare nella nostra azione di mobilitazione».
Oltre a proteste e sit-in – fa notare il suo collega di Ascoli Piceno e delegato alla Finanza locale dell’Anci, Guido Castelli – la presa di posizione dei Comuni si sostanzierà in una lettera a tutti i cittadini sui costi del l’Imu, in un vademecum e nell’attivazione del numero verde informativo 800200007.
In un quadro del genere, ammoniscono dall’Anci, non c’è spazio per le azioni di disobbedienza fiscale invocate dal Carroccio. La scadenza del 18 giugno per il primo versamento Imu andrà dunque rispettata. Una volta noti i dati parziali sul gettito (che secondo i Comuni rischia di essere inferiore rispetto alle attese) bisognerà avviare una trattativa per capire come e quando modificare l’imposta. Magari già in vista del saldo di dicembre.
La Lega non sembra tuttavia intenzionata a fare dietrofront dai suoi propositi “barricaderi”. Con un commento sulla sua pagina facebook Roberto Maroni chiede rispetto per «i sindaci guerrieri». Proprio perché eletti, evidenzia l’ex titolare dell’Interno, i sindaci «hanno tutto il diritto (e il dovere) di attuare forme di protesta fiscale a tutela della comunità che governano, senza sentirsi rivolgere minacciosi avvertimenti da parte di nessuno». Chiaro il riferimento a chi l’ha sostituito al Viminale, vale a dire il ministro Anna Maria Cancellieri, che qualche ora prima aveva bollato così l’idea di uno sciopero dei primi cittadini: «I sindaci sono ufficiali di governo, hanno funzioni istituzionali ed è bene che non dimentichino mai che portano la fascia tricolore e lavorano per il Paese».
Il dibattito “Imu sì-Imu no” non risparmia i membri di Governo e Parlamento. A cominciare dal premier Mario Monti che giudica «inaccettabile» non pagarla e inneggiare all’evasione fiscale (su cui si veda altro articolo a pagina 4). E proseguendo con gli esponenti di maggioranza e opposizione. Per Pier Luigi Bersani, si tratta di un tributo «molto pesante» che «non giustifica certamente l’evasione, ma avrebbe giustificato forse una migliore impostazione, con l’introduzione di una imposta personale sui grandi patrimoni immobiliari». Patrimoniale che piace anche alla minoranza, ad esempio al leader di Sel Nichi Vendola.
Nella sua analisi il segretario del Pd non rinuncia a una stoccata al leader del Pdl, Angelino Alfano, che vorrebbe trasformare l’imposizione sulla prima casa in un prelievo una tantum per il 2012. «Bisogna vedere dove trovare 10 miliardi», dice Bersani che invita poi il Pdl tutto a «stare un po’ zitto» e, dopo aver «governato alla leggera», ora a «non fare demagogia». Proprio dal vicecapogruppo pidiellino alla Camera, Massimo Corsaro, in mattinata era giunta una stoccata a Monti definito «scientemente bugiardo sull’Imu» visto che il Governo Berlusconi si è limitato a eliminare «l’Ici sulla prima casa che pesava 3,4 miliardi di euro», ragion per cui non c’era bisogno di «introdurre una tassa sugli immobili pari a 21,5 miliardi di euro».

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