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Dietro l’angolo una manovra da 20-25 miliardi

Fonte: Il Sole 24Ore

In un programma di governo in cui la parola d’ordine è tornare a cresce, per i conti pubblici si prospetta una manovra in due tappe: nell’immediato, il neonato governo Monti darà «piena attuazione» alle due manovre correttive della scorsa estate (59,6 miliardi a regime). Sarà necessario completarle attraverso misure in linea con la lettera di intenti inviata a Bruxelles dall’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Successivamente, ma non oltre duetre settimane, si porrà mano a ulteriori interventi correttivi. Nel discorso programmatico con cui Mario Monti ha chiesto ieri la fiducia al Senato, il ricorso a una nuova manovra correttiva è per ora solo ipotizzato, ma lo si può dare già per acquisito. Il check sulla doppia manovra estiva si concentrerà, com’è evidente trattandosi della partita più a rischio, sugli effetti della legge delega fiscale e assistenziale. Monti per ora si limita a segnalare che si perverrà al più presto «ad una valutazione prudenziale» dei suoi effetti. Nel testo della manovra di agosto, si anticipa al 2013 l’obiettivo del pareggio di bilancio (che Monti conferma), ma il problema è che per un terzo quella correzione è sub iudice. Stando alla «clausola di salvaguardia» contenuta nel provvedimento, si agirà attraverso tagli orizzontali alle agevolazioni fiscali e assistenziali, per recuperare già nel 2012 4 miliardi di maggior gettito, che diventano 16 nel 2013, 20 a regime. Ma già Monti (lo ha già fatto del resto la Corte dei Conti) lascia intendere che quella previsione di gettito andrà rivista, e che di conseguenza occorrerà reperire risorse sostitutive. Quanto alla nuova manovra, non vi sono al momento indicazioni sull’entità. Ma già il semplice calcolo della differenza tra la stima del precedente governo e quella della Commissione europea, relativamente a crescita e deficit, prefigura una correzione di almeno un punto di Pil (16 miliardi), cui andranno aggiunte appunto le misure compensative per blindare i saldi della manovra di agosto e la maggior spesa per interessi per effetto dell’impennata dello spread tra Bund e Btp. Il tutto per una correzione tra i 20 e i 25 miliardi. Si partirà da un’accurata «spending review», e dal Fondo unico della presidenza del Consiglio, e il segnale appare univoco: tutte le amministrazioni pubbliche saranno sottoposti a cura dimagrante. «Sono ineludibili  osserva Monti  interventi per contenere i costi di funzionamento degli organi elettivi». Per il riordino delle Province, si procederà con legge ordinaria, in direzione della successiva, completa abolizione da affidare a una modifica costituzionale. Il governo Monti si impegna a sostenere la proposta di legge costituzionale per introdurre il vincolo di bilancio in pareggio, tenendo conto tra l’altro degli effetti del ciclo economico.

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