Questo articolo è stato letto 5 volte

Dieci Isee dal nuovo riccometro

Fonte: Italia Oggi

Il nuovo riccometro sfornerà dieci indicatori (Isee). Oltre all’indice «standard» (o «ordinario»), fornirà quello «corrente» che, a differenza del primo, serve a considerare eventuali variazioni della situazione lavorativa (perdita del posto di lavoro, per esempio). Sotto queste due specie, la ricchezza di un nucleo familiare (Ise) e dei singoli componenti (Isee) sarà misurata da altri quattro indicatori specifici: Isee università, Isee sociosanitario, Isee sociosanitarioresidenze e Isee minorenni con genitori non coniugati tra loro e non conviventi: in tutto, perciò, dieci Isee (e dieci Ise). Per le richieste, due i tipi di dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) approvati dal decreto 7 novembre 2014: modello standard e modello mini o semplificato. Il provvedimento andrà in G.U. il prossimo 17 novembre, in tempo utile per rendere operativa la riforma dal 1° gennaio 2015. Ad annunciarlo, ieri, il ministero del lavoro con un comunicato stampa.

Nuovo riccometro dal 2015. È deciso: partirà dal prossimo anno il nuovo riccometro, con un ritardo di circa sei mesi sulla tabella di marcia. Approvata a dicembre dello scorso anno, la riforma sarebbe dovuta entrare in vigore a giugno scorso. Ma, come spiega il comunicato, «la decisione di posticipare l’entrata in vigore all’inizio del 2015 era stata presa per venire incontro alle richieste degli enti erogatori, in particolare i comuni, che con l’ultima tornata di elezioni amministrative hanno visto rinnovarsi oltre metà delle giunte». In tal modo, si è dato il tempo di aggiornare le regole per l’erogazione delle prestazioni sociali.

Ise e Isee. La riforma conserva l’impianto originario del riccometro in vigore dal 2008, prevedendo come oggi due principali indicatori: l’Ise, l’indicatore di ricchezza dell’intero nucleo familiare il cui valore è pari alla somma dei valori di reddito e patrimonio (immobiliare e mobiliare) di ciascun componente; l’Isee, l’indicatore di ricchezza di ogni singolo componente il nucleo, il cui valore è dato dal rapporto tra l’Ise e un coefficiente prestabilito per legge (i coefficienti sono nella tabella «scala di equivalenza» anch’essa nuova e allegata al dpcm di riforma).

La vera novità è la complicazione. Diverse le novità per uno strumento che, stando sempre al comunicato del ministero, riguarda circa 5 milioni e mezzo di famiglie per oltre 6 milioni di Dsu (dati del 2012).A cominciare dai redditi rilevanti, con inclusione di quelli esenti da imposte (che oggi, invece, sono fuori) fino a finire alla componente «patrimonio», per la quale è modificato il criterio di calcolo del valore degli immobili: sarà determinato in base all’Imu, più cara rispetto all’attuale Ici. Tuttavia, la vera novità appare la moltiplicazione di casi e ipotesi particolari che, per quanto possano vestire meglio il riccometro alle situazioni specifiche, non contribuiscono certo a semplificare le operazioni ai richiedenti (ricerca dati, scelta delle informazioni ecc.). Basti pensare che di indicatori (Ise e Isee) se ne potranno contare fi no a dieci specie.

Dieci indici. Diversamente da oggi, i due indicatori (Ise e Isee) potranno avere due valori: quello standard e quello corrente. Quello standard considera i redditi del secondo anno solare precedente la presentazione di Dsu e le spese e franchigie dell’anno solare precedente la presentazione di Dsu; quello corrente considera i redditi dell’anno solare precedente la presentazione di Dsu (si veda tabella). In queste due vesti, poi il riccometro prevede i seguenti indicatori specifici:

• Isee università, per l’accesso alle prestazioni per il diritto allo studio universitario. In tal caso, si tiene conto del nucleo familiare di riferimento dello studente, indipendentemente dalla residenza anagrafi ca che potrebbe essere diversa da quella del nucleo familiare di provenienza;

• Isee sociosanitario per l’accesso alle prestazioni sociosanitarie, per esempio assistenza domiciliare per le persone con disabilità e/o non autosufficienti, ovvero di ospitalità alberghiera presso strutture residenziali e semiresidenziali per le persone non assistibili a domicilio. In tal caso è lasciata facoltà di scegliere un nucleo più ristretto rispetto a quello ordinario (solo in caso di persone con disabilità maggiorenni);

• Isee sociosanitario-residenze. Ferma restando la facoltà di scegliere un nucleo ristretto, si tiene conto anche della condizione economica dei figli del beneficiario non inclusi nel nucleo familiare, integrando l’Isee di una componente aggiuntiva per ciascun figlio;

• Isee minorenni con genitori non coniugati tra loro e non conviventi per le prestazioni agevolate rivolte ai minorenni che siano figli di genitori non coniugati tra loro e non conviventi. In tal caso si considera la condizione del genitore non coniugato e non convivente per stabilire se essa incida o meno nell’Isee del nucleo familiare del minorenne.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *