Questo articolo è stato letto 56 volte

Decreto Semplificazioni: istituito il codice alfanumerico unico per i contratti collettivi nazionali di lavoro

Fonte: Italia Oggi

di ANNA TAURO (da ItaliaOggi) – In collaborazione con Mimesi s.r.l.

In sede di conversione del cosiddetto Decreto Semplificazioni (dl n. 76/2020 convertito dalla legge 120/2020) è stata introdotta un’interessante norma di portata innovativa: la disposizione contenuta nell’art. 16-quater della legge 120/2020, istitutiva del codice alfanumerico unico per i contratti collettivi nazionali di lavoro, la cui composizione, definita secondo criteri stabiliti dal Cnel d’intesa con Inps e Ministero del lavoro, consentirà di mettere a sistema le informazioni relative al mondo della contrattazione collettiva. La norma prevede che a ciascun contratto collettivo, depositato presso l’archivio nazionale del Cnel, venga attribuito un codice alfanumerico unico per tutte le amministrazioni, da utilizzare anche nelle varie trasmissioni che i datori di lavoro sono tenuti a effettuare mensilmente (Cob, Uniemens e altre). L’Inps potrà utilizzare tale numerazione per le proprie finalità istituzionali e verificare il rispetto dei minimali contributivi, ottenendo dal Cnel la mappatura costantemente aggiornata dello stato della contrattazione collettiva di livello nazionale. Il codice permetterà di individuare anche dei parametri utili a identificare quale o quali contratti collettivi di lavoro possono essere presi a riferimento all’interno di un medesimo settore ai fini giudiziali, e costituire un parametro di riferimento utile a tracciare la linea di demarcazione fra pluralismo contrattuale e pratiche sleali, grazie all’abbinamento a ciascun contratto del numero di lavoratori dipendenti ai quali è applicato sulla base del flusso di comunicazioni Uniemens.

Con messaggio n. 3743 del 19 ottobre 2020 l’INPSha reso noto che provvederà a dare tempestiva comunicazione dell’adeguamento delle procedure informatiche e del passaggio all’utilizzo su Uniemens del codice alfanumerico unico attribuito dal Cnel. Per il momento con messaggio tecnico del 30 ottobre, che introduce un aggiornamento dell’Appendice D in materia di codici contratto, l’Inps informa che è stato eliminato l’elenco dei Codici contratto, che ora è reperibile in un file apposito, nella sezione del sito Internet dell’Istituto (Prestazioni e servizi/Trasmissione Uniemens per datori di lavoro di aziende private), con inserimento mappatura verso Codici Cnel. Tale elenco contiene, per ogni codice contratto attualmente assegnato dall’Inps, anche il corrispondente «macrosettore» e «codice» associati al contratto nell’archivio nazionale detenuto dal Cnel. «È un’operazione che renderà trasparente l’effettiva applicazione dei contratti e che attribuirà il legittimo risalto al nostro Ccnl Ced, Ict, Professioni Digitali e Stp, unico contratto collettivo di riferimento del settore, la cui maggiore rappresentatività e rilevanza giuridica è attestata dalla presenza storica negli archivi nazionali del Cnel e dell’Inps e dalla diffusa applicazione su tutto il territorio nazionale», dichiara Fausto Perazzolo Marra, presidente di Assoced, associazione firmataria del Ccnl assieme a Lait e Ugl Terziario. Attualmente il Ccnl Ced, Ict, Professioni Digitali e Stp è codificato presso il Cnel con il codice «H601», è codificato presso l’Inps con il codice «204» e rientra nel macrosettore del commercio.

Al fine della corretta applicazione del Ccnl Ced, Ict, Professioni Digitali e Stp è necessario inserire nella denuncia Uniemens il Cod. Inps n. 204. Il Ccnl Ced, Ict, Professioni Digitali e Stp, sottoscritto per la prima volta nel 1997, è l’unico contratto collettivo di riferimento del settore, anche in ambito giudiziario, e rientra ufficialmente tra i contratti collettivi di primo livello maggiormente rappresentativi sul piano nazionale: come tale è assunto a riferimento per l’applicazione delle norme di legge che a esso rimandano per il riconoscimento di benefici normativi e contributivi. Per effetto della inscindibilità delle norme costituenti l’impianto contrattuale, la corretta applicazione del Ccnl Ced, Ict, Professioni Digitali e Stp comporta l’obbligo a carico delle aziende di dare attuazione a tutti gli istituti contrattuali previsti: l’Ebce – Ente Bilaterale nazionale per i dipendenti dei Centri elaborazione dati, art. 164 Ccnl Ced; il Fondo Easi – Ente di assistenza sanitaria integrativa, art. 201 Ccnl Ced; l’Assistenza Contrattuale «W450», art. 173 Ccnl Ced, che opera in favore delle aziende e dei dipendenti in una logica di relazioni sindacali ispirate alla qualificazione professionale, allo sviluppo occupazionale e alla competitività imprenditoriale nel quadro delle politiche stabilite dal contratto collettivo. Le aziende che svolgono l’attività di Ced, Ict, Professioni Digitali e Stp, che applicano il Ccnl Ced, Ict, Professioni Digitali e Stp, sono tenute a rispettare il contratto applicato anche ai fini del pieno riconoscimento dei benefici fiscali e contributivi previsti dalla normativa in materia di lavoro e legislazione sociale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *