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Decreto Rilancio: fondo a Comuni, Province e Città metropolitane in tre tappe

Fonte: Sole 24 Ore

di PATRIZIA RUFFINI (dal Sole 24 Ore) – In collaborazione con Mimesi s.r.l.

Sarà gestito in tre fasi il «fondone» da 3,5 miliardi destinato al finanziamento degli squilibri generati dall’emergenza sanitaria nei bilanci di Comuni, Province e Città metropolitane. Il nuovo stanziamento, istituito per il 2020 presso il ministero dell’Interno, secondo le bozze in circolazione del decreto Rilancio, si presenta come contributo per concorrere ad assicurare le risorse necessarie per l’espletamento delle funzioni fondamentali, anche in relazione alla possibile perdita di entrate connesse all’emergenza da Covdi-19. Esso richiede di conciliare due esigenze contrapposte, di tempestività dell’intervento, per cassa e competenza, e di garanzia a consuntivo dell’effettiva necessità di ciascun bilancio. Da qui le tre fasi.

L’acconto
La prima riguarda l’erogazione di un acconto pari a 1,05 miliardi (il 30%), entro dieci giorni dall’entrata in vigore del decreto. L’iniezione di cassa sarà distribuita in proporzione alle entrate tributarie (titolo 1) ed extratributarie (titolo 3) incassate al 31 dicembre 2019, risultanti dal sistema SIOPE.
In attesa di conoscere l’importo dell’acconto ogni ente può stimare il proprio assegno tenendo conto che, a fine 2019, le riscossioni dei titoli 1 e 3 dei tre comparti (Comuni, Province e Città metropolitane) ammontano a 53.571.003.517,46 euro. Per cui, considerando la torta di 1,05 miliardi e i propri dati SIOPE, si può giungere a approssimare la propria quota da iscrivere fra le entrate da ministeri.

Il riparto
La fase relativa al riparto si concluderà entro il 10 luglio, giorno entro il quale si prevede che sarà effettuata l’assegnazione tra comuni, province e città metropolitane, effettuata l’assegnazione tra gli enti, con decreto del ministero dell’Interno (di concerto con il ministero dell’Economia e delle finanze) sulla base degli effetti dell’emergenza COVID-19 sulle minori entrate e sui fabbisogni di spesa valutati dal tavolo tecnico.
Per dare attuazione al riparto, infatti, è prevista, entro dieci giorni dall’entrata in vigore della norma, la costituzione del tavolo tecnico presso il ministero dell’Economia, presieduto dal Ragioniere generale dello Stato o da un suo delegato e composto da due rappresentanti del ministero di Via XX Settembre, da due rappresentanti dell’Interno, da due rappresentanti dell’Anci (di cui uno per le Città metropolitane,) da un rappresentante dell’Upi e dal Presidente della Commissione tecnica per i fabbisogni standard.
Il tavolo, con il supporto di SOSE esaminerà le conseguenze connesse all’emergenza Covid-19 per l’espletamento delle funzioni fondamentali, con riferimento alla possibile perdita di gettito relativa alle entrate locali rispetto ai fabbisogni di spesa. La data del 10 luglio è incastrata con quella cruciale del 31 luglio, entro la quale tutti gli enti dovranno aver compiuto la verifica degli equilibri: con atto a sé, se hanno già approvato il bilancio di previsione 2020/22 oppure contestualmente all’approvazione del bilancio di previsione.

Il riscontro a consuntivo
L’ultima fase, del riscontro a consuntivo, deriva dalla circostanza che il riparto del fondo avverrà sulla base di informazioni parziali sull’andamento delle entrate e delle spese. Il decreto istituisce pertanto una verifica del riparto che sarà effettuata entro il 30 giugno 2021, con conseguente eventuale rettifica delle somme originariamente attribuite.
È altresì previsto, per le finalità connesse con il fondo in questione, il potere del Ragioniere generale dello Stato di attivare, con l’ausilio dei servizi ispettivi di finanza pubblica, monitoraggi presso Comuni, Province e Città metropolitane. I Comuni controllati saranno individuati anche sulla base delle indicazioni fornite dal tavolo tecnico, per verificare il concreto andamento degli equilibri di bilancio, ai fini dell’applicazione del decreto e della quantificazione della perdita di gettito, dell’andamento delle spese e dell’eventuale conseguente regolazione dei rapporti finanziari tra Comuni, Province e Città metropolitane.

200 milioni per gli nti della zona rossa
Infine, il decreto Rilancio istituisce, per l’anno 2020, sempre presso il Viminale, un ulteriore fondo di 200 milioni di euro, destinato ai Comuni ricadenti nei territori delle province della “zona rossa” per l’emergenza Covid. Gli enti dovranno destinare le risorse, che saranno ripartite sulla base della popolazione, ad interventi di sostegno di carattere economico e sociale connessi con l’emergenza sanitaria.

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