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Decreto Irpef, salta l’estensione del bonus famiglie

Nella serata di ieri è iniziato, nell’Aula del Senato, la discussione generale sul decreto Irpef che i relatori Maria Cecilia Guerra (Pd) e Antonio D’Alì (Ncd) hanno illustrato ai senatori. Il decreto deve passare poi al vaglio della Camera, dove è atteso il 13 giugno e deve essere convertito entro il 23 giugno, pena la sua decadenza. Rimane quindi l’ipotesi che il governo, per stringere i tempi, ponga la fiducia sul provvedimento.

Nella mattinata di ieri era arrivato il via libera al d.l. Irpef dalle Commissioni Bilancio e Finanze del Senato, in cui però è saltato l’allargamento del bonus fiscale alle famiglie monoreddito con figli. L’accordo raggiunto nella maggioranza prevede di rinviare l’intervento alla legge di stabilità. L’emendamento stabilisce che “saranno prioritariamente previsti interventi di natura fiscale che privilegino, con misure appropriate, il carico di famiglia, e, in particolare, le famiglie monoreddito con almeno due o più figli a carico”.

L’emendamento al decreto Irpef sul bonus famiglie “è una norma programmatica e impegna la legge di stabilità nel momento in cui renderà strutturali tutte le misure di restituzione fiscale a tenere in considerazione prioritaria il cosiddetto fattore famiglia”, ha sottolineato il capogruppo di Ncd al Senato, Maurizio Sacconi, esprimendo la soddisfazione del suo gruppo, precisando che si tratterà “di una restituzione più favorevole in proporzione al numero dei figli”.

Ok invece da parte delle Commissioni del Senato al rinvio del pagamento della Tasi al 16 ottobre nei comuni che non hanno ancora deliberato l’aliquota, solo per il 2014. Le delibere devono essere pubblicate entro il 18 settembre e i comuni devono a inviare le deliberazioni, esclusivamente in via telematica, entro il 10 settembre. 
Il Ministero dell’interno anticiperà entro il 20 giugno ai comuni ritardatari fondi per il “50% del gettito annuo della Tasi, stimato ad aliquota base”, “a valere sul fondo di solidarietà comunale” (> elenco dei comuni dove si pagherà la Tasi a giugno).

Ecco le modifiche approvate e gli interventi mancanti.

– NO BONUS A FAMIGLIE: L’Ncd ingaggia una dura battaglia. Ma alla fine spunta solo una ‘promessa’: ok ad una norma d’indirizzo che rinvia l’allargamento del bonus Irpef alle famiglie numerose alla legge di stabilità 2015.

– IRAP IN DELEGA: Stesso discorso del bonus alle famiglie. Taglio Irap più corposo rinviato alla delega fiscale.

– SLITTA TASI: rinvio del pagamento della Tasi al 16 ottobre nei comuni che non hanno deliberato l’aliquota, solo nel 2014.

– CARO ‘PASSAPORTO’: per ottenere il rilascio del passaporto (oltre al costo del libretto) si dovranno sborsare 73,50 euro.

– CITTADINANZA COSTA 300 EURO: Il riconoscimento della cittadinanza italiani sarà salato: 300 euro da versare.

– TAGLIO A RAI, SALVE SEDI: Per la Rai si conferma il taglio di 150 milioni. Salve le sedi regionali e si potrà procedere alla cessione di quote di Rai Way. La tv pubblica non dovrà più assicurare il mantenimento di Rai World.

– EQUITALIA ‘RIAPRE’ RATE: Riapertura della rateizzazione per chi aveva perso il beneficio. La misura riguarderebbe debiti per 20 miliardi. Verranno riammessi alla rateizzazione i contribuenti decaduti con un massimo di 72 rate. Va presentata domanda entro luglio per i benefici persi entro il 22 giugno.

– PROMOZIONE ALLA FARNESINA: Mini-riforma per il minsitero degli Esteri. Si prevede gli uffici svolgano “attività per la promozione dell’Italia” anche sviluppando “contatti di natura economico-commerciale” con un fondo di 15 milioni per il 2015 con il taglio di oneri di rappresentanza e indennità.

– SLITTA CANONE SPIAGGE: Ok alla proroga del pagamento dei canoni delle concessioni demaniali marittime al 15 settembre.

– TAGLI MA PIÙ FLESSIBILI A PARTECIPATE: I tagli alle partecipate si attenuano: oltre alla Rai anche la Consip e le controllate delle società in via di privatizzazione (Poste ed Enav) vengono escluse dai tagli. Più in generale si prevede che i tagli ai costi operativi delle società (fissati nel 2,5% per il 2014 e 4% nel 2015) avverrà con modalità alternative rispetto a quelle più stringenti previste.

– STOP AFFITTI D’ORO: Per gli affitti d’oro si prevede che le amministrazioni e gli organi costituzionali nell’ambito della propria autonomia, possono comunicare, entro il 31 luglio 2014, il preavviso di recesso dai contratti di locazione di immobili in corso. La norma riguarda anche gli immobili di proprietà dei fondi comuni di investimento immobiliare.

– COMPENSI CDA PUBBLICI: le amministrazioni pubbliche dovranno pubblicare sul sito internet i dati sui compensi percepiti da ciascun componente del Cda.

– BANDI ON LINE: Slitta al primo gennaio 2016 l’obbligo di pubblicare solo online i bandi di gara.

– BENI IMPRESE: Il pagamento dell’imposta sulla rivalutazione dei beni di impresa sarà ‘diluito’ in tre tranche (16 giugno, 16 settembre e 16 dicembre) invece che una.

– ‘SALVA-CASSE’: Aumenta dall’11 all’11,5% il prelievo sui fondi pensione per concedere un credito di imposta alle casse previdenziali.

– GIÙ TASSE RINNOVABILI AGRICOLTURA: Giù le tasse sulle rinnovabili in agricoltura nel 2014. Poi un odg chiede al Governo di reperire la copertura per mettere gli anni futuri.

– SI ANTICIPA FORBICE SU CONTROLLATE: Anticipo da fine ottobre a fine luglio del piano di razionalizzazione delle aziende speciali, istituzioni e società direttamente o indirettamente controllate dalle amministrazioni locali

– EXPO: La Regione Lombardia potrà derogare ai limiti di spesa per le attività di comunicazione e promozione legate ad Expo 2015 sia nel 2014 sia nel 2015.

– NO TETTO STIPENDI CONSOB: La Consob non sarà equiparata a Bankitalia per gli stipendi, che anche per Palazzo Koch devono rispettare il tetto dei 240mila euro.

– BILANCIO PUBBLICO: Avanti con la riforma della struttura del bilancio dello Stato con particolare riguardo alla riorganizzazione dei programmi di spesa e delle missioni e alla programmazione delle risorse. Entro il 2016 testo unico delle disposizioni in materia di contabilità di Stato e di Tesoreria.

– CESSIONI TERME: Le Regioni a statuto speciale e le Province autonome vengono esentate dall’obbligo di cedere a terzi le aziende termali se sono state trasferite a titolo gratuito.

(Fonte: Ansa)

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