Decreto Fiscale, ok alla Camera: cambia la riscossione dei tributi locali

Il decreto, tra le altre cose, sopprime Equitalia attraverso l’istituzione della nuova Agenzia delle Entrate-Riscossione. Ora il passaggio finale al Senato prima della conversione. Gli approfondimenti sui contenuti del testo

17 Novembre 2016
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È stato approvato alla Camera dei deputati il Decreto Fiscale (decreto legge 22 ottobre 2016, qui il testo): ora la transizione al Senato per il passaggio definitivo verso la conversione in legge. Il testo è stato approvato in prima lettura con 272 voti a favore e 137 contrari.

I punti più rilevanti per gli enti locali all’interno del testo approvato a Montecitorio fanno riferimento a misure urgenti in materia di riscossione e misure urgenti in materia fiscale.
La nuova data chiave nel calendario della riscossione dei tributi locali diventa il 1° luglio prossimo: entro quel giorno, i Comuni potranno decidere di affidare alla nuova Agenzia delle Entrate-Riscossione la raccolta di IMU, TASI e degli altri loro tributi, con una differenza rilevante rispetto a oggi. Fino a questo momento i sindaci hanno potuto affidare a Equitalia la riscossione coattiva, quella che fa scattare l’iscrizione a ruolo quando il contribuente non paga spontaneamente, ma nel nuovo scenario disegnato dal testo del decreto approvato i Comuni avranno facoltà di chiedere al nuovo ente di occuparsi di tutte “le attività di accertamento, liquidazione e riscossione, spontanea e coattiva, delle entrate, tributarie o patrimoniali”.

Oltrepassate le Colonne d’Ercole rappresentate dal Decreto Fiscale, entra ora nel vivo l’iter della Legge di Bilancio 2017. Sui quasi 5mila emendamenti presentati dai gruppi, sono poco meno di 1500 quelli finiti sotto la mannaia del vaglio di ammissibilità.

Per approfondire i contenuti del testo sono disponibili per la consultazione:
 il dossier sul Decreto Fiscale redatto dal Camera dei deputati;
 il documento elaborato da ANCI Piemonte contenente le norme di interesse per i Comuni;
 la nota di lettura del Senato;
 il disegno di legge di conversione.

Redazione

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