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Decreto Crescita: la posizione delle Regioni in Conferenza Unificata

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La Conferenza Unificata dello scorso 16 maggio ha “registrato” il parere delle Regioni e degli Enti locali in relazione al Decreto Crescita, il decreto legislativo 34/2019. Nel corso della Conferenza  le Regioni – si legge negli atti ufficiali – hanno espresso il loro parere nei termini fissati da un documento (approvato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome lo stesso 16 maggio) consegnato, sottolineando, in particolare, la contrarietà in merito alla soppressione della lettera r) dell’articolo, 18 comma 1, del decreto legislativo n. 112/1998 e riservandosi di inviare successivamente le osservazioni relative all’articolo 44 del provvedimento concernente: “Semplificazione ed efficientamento dei processi di programmazione, vigilanza ed attuazione degli interventi finanziati dal Fondo per lo sviluppo e la coesione” che necessita di un approfondimento.

L’ANCI ha espresso un parere condizionato alle proposte emendative contenute in un documento (Allegato agli atti), in cui si evidenziano, in particolare, alcune questioni quali il rinvio al 2020 della contabilità economico-patrimoniale per i Comuni sino a 5mila abitanti e l’individuazione delle semplificazioni da apportare a regime. C’è poi la necessità di una soluzione normativa per i Comuni interessati dagli effetti della sentenza n. 18/2019 della Corte Costituzionale: Infine occorre la possibilità di una nuova finestra temporale per l’accesso all’anticipazione della liquidità della Cassa Depositi e Prestiti e l’adozione di una soluzione normativa per mitigare gli effetti contabili dello stralcio delle cartelle esattoriali sino a 1.000 euro.

>> IL TESTO INTEGRALE DEL DOCUMENTO DELLE REGIONI.

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