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Debutta l’imposta sui fabbricati per uso agricolo

Fonte: La Stampa

Mezzo milione di abitanti divisi in 217 operosi comuni. Più ci si allontana dal centro del sistema e più i sacrifici richiesti ai comuni sono maltollerati. «Tanto vale che ci mandino un podestà comune per comune», lamentano i sindaci. E i tagli in effetti sono severi. Da un anno all’altro spariscono 60 milioni di euro previsti per questa legislatura provinciale e in conto ai Comuni restano i 13 milioni di sovragettito Imu da destinare allo Stato. In cinque anni sono previsti tagli alla spesa corrente per 30 milioni a partire dai 6 di quest’anno. Poi c’è la “slava”. Così da quelle parti chiamano la Imic, la nuova Imposta immobiliare comunale, frutto della unificazione di Imu e Tasi: la versione trentina della Local tax nazionale. I sindaci avevano chiesto che debuttasse nel 2016, ma la Pat non ha voluto sentire ragioni: sarà introdotta a partire dal 2015, tanto che il termine per il bilancio di previsione 2015 è spostato al 28 febbraio.

La “slava” prevede infatti l’imponibilità dei fabbricati utilizzati per attività agricole, ed è la prima volta da quelle parti dove, storicamente, vigeva l ‘esenzione. Vale qualche milione di euro. «Se un terreno edificabile è coltivato, è pur sempre edificabile – spiegava ieri l’assessore provinciale agli enti locali Carlo Daldoss – e gli agricoltori devono pagare come tutti». Forte riduzione anche al fondo perequativo che si dividono i Comuni e che nel 2015 ammonterebbe a circa 170 milioni. Sul totale però gravano 123 milioni da garantire allo Stato. La differenza va a costituire il fondo di solidarietà comunale che però in gran parte è alimentato dalle amministrazioni più ricche. A completare il quadro c’è il capitolo dell’indebitamento. Per spingere i comuni a rientrare la Provincia ha ideato un piano di estinzione anticipata dei mutui. La Pat si impegna a erogare le risorse necessarie per coprire i debiti residui, eliminando la quota di interessi della rata di ammortamento che si aggira attorno ai 20 milioni nel triennio 2015-2017, e la quota capitale della rata di ammortamento da 90 milioni.

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