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Dallo ius soli al voto agli stranieri le 92 proposte presentate alle Camere

Fonte: Il Sole 24 Ore

L’integrazione scolastica degli immigrati, la cittadinanza, la revisione della normativa sui minori non accompagnati, il sostegno all’educazione interculturale, la creazione di una giornata in memoria delle vittime del mare, la riorganizzazione della cooperazione, la nascita di un museo nazionale delle migrazioni, l’Istituzione del Consiglio nazionale per l’integrazione e il multiculturalismo. Sono 50 i provvedimenti presentati in Parlamento in questa legislatura che riguardano in senso stretto il fenomeno dell’immigrazione (29 alla Camera, 21 al Senato), mentre sono ben 42 quelli che riguardano i minori immigrati (25 alla Camera, 17 al Senato). Sul fronte dell’immigrazione 22 ddl sono assegnati, ma non è ancora iniziato l’esame, 9 sono stati approvati in prima lettura da un ramo del parlamento, 11 sono diventati legge (ma si tratta di decreti legge che trattano aspetti marginali dell’immigrazione). Solo un disegno di legge è stato ritirato, l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema di accoglienza e identificazione presentato da Mario Marazziti (Pi).
Quarantadue i provvedimenti in tema di minori stranieri: 32 ddl, 5 ddl di conversione di decreti legge, 4 di bilancio e uno costituzionale. Il tema predominante è quello dell’acquisizione della cittadinanza da parte dei minori stranieri per il quale sono stati presentati ben 22 ddl, che hanno trovato la sintesi il 5 agosto in un testo base redatto dalla relatrice Marilena Fabbri (Pd). Viene introdotto uno “ius soli soft”, che pone alcune condizioni all’ottenimento della cittadinanza. Ai minori non accompagnati, che sono la parte più vulnerabile dei migranti, facile preda dei circuiti dell’illegalità, è dedicato il ddl firmato da Sandra Zampa (Pd) e sottoscritto da moltissimi parlamentari di maggioranza e opposizione, arenato ormai da dieci mesi in commissione Affari costituzionali della Camera. Eppure ha l’obiettivo di uniformare le procedure di identificazione e di accertamento dell’età dei ragazzi che arrivano e mira a istituire un sistema nazionale di accoglienza (ultima seduta 22 ottobre 2014).
Un ddl, approvato dalla Camera e all’esame del Senato, vuole a garantire il tesseramento dei minori stranieri residenti in Italia presso le società sportive appartenenti alle federazioni nazionali, con le stesse procedure previste per i cittadini italiani. Il ddl di Laura Bignami (passata dal M5S al Gruppo misto) «sull’accoglienza di persone portatrici di esigenze particolari», è fermo al marzo 2014 in commissione. Prevede servizi speciali di accoglienza per minori, disabili, anziani, donne in stato di gravidanza, genitori singoli con figli minori, persone per le quali sono stati accertati torture, stupri o altre forme gravi di violenza psicologica, fisica o sessuale. 
Fra i provvedimenti approvati nel dl 83/2015 ci sono misure sull’applicazione straordinaria di magistrati per l’emergenza legata ai procedimenti di riconoscimento dello status di persona profugo. C’è la legge europea 2014 che contiene, all’articolo 10, una modifica legislativa sull’esecuzione del rimpatrio, in risposta alla procedura di infrazione n. 2014/2235. Adegua l’ordinamento interno all’Europa stabilendo che il rimpatrio forzato dello straniero verso lo Stato membro dell’Unione che ha rilasciato il titolo di soggiorno (e non verso il Paese terzo di origine) è possibile solo in caso di intese o accordi bilaterali di riammissione già operativi prima del 13 gennaio 2009, ossia della data di entrata in vigore della direttiva 2008/115/CE (cosiddetta direttiva rimpatri).Poi c’è il dl 146/2013, diventato legge dello Stato, che modifica la disciplina dell’espulsione come misura alternativa alla detenzione, per colpire ancora più severamente coloro («scafisti», «affiliati» eccetera) che sfruttano l’arrivo e lo sbarco degli stranieri e che operano per assicurare la buona riuscita dell’operazione criminale e, in genere, fiancheggiano e cooperano con le attività direttamente collegabili all’ingresso di clandestini. 
Chiedono una ulteriore stretta sull’immigrazione clandestina i ddl dei leghisti Massimo Bitonci (ora sindaco di Padova) e Nicola Molteni, che mirano a «colpire coloro che per motivi abbietti e disumani fanno dell’immigrazione clandestina il loro business», attraverso il ridisegno del reato di favoreggiamento pluriaggravato e l’inasprimento di pene carcerarie e multe. C’è anche una proposta di legge costituzionale, primo firmatario Antonio Decaro (Pd, ora sindaco di Bari) in materia di estensione del diritto di elettorato per le elezioni dei consigli regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali agli stranieri extracomunitari residenti da almeno cinque anni nel territorio nazionale.

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