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D.d.l. stabilità bocciato dagli enti

Il d.d.l. stabilità così come uscito dagli emendamenti depositati dal Governo non piace alle amministrazioni locali. E non solo a loro. “Diamo un giudizio negativo sul maxiemendamento, perché non contiene quelle norme che ci aspettavamo”, ma contiene ancora “norme totalmente inutili per la finanza pubblica, relative alle autonomie, sulle quali avevamo chiesto proroghe che non vengono concesse, sebbene questo non abbia alcun senso”. Lo ha detto il presidente dell’Anci, Graziano Delrio, al termine del consiglio nazionale dell’associazione dei comuni che si è svolto ieri a Roma. “Non abbiamo poi risposte sulla crescita – ha aggiunto Delrio – se non il recupero all’ultimo minuto della Robin tax con questi 510 milioni che ci danno un minimo di sollievo”. Nel corso del consiglio nazionale “abbiamo deciso di ribadire le questioni ancora non risolte – ha spiegato il presidente Anci – come quella dell’autonomia finanziaria dei comuni: con i tagli e i vincoli del Patto di stabilità avremo difficoltà a fare i bilanci nel 2012”. Per chiuderli “non possiamo solo agire sulla leva dell’Irpef ma vorremo poter agire sulla parte immobiliare: la reintroduzione di una forma di Ici ridarebbe ai cComuni un autonomia che oggi non hanno e sposterebbe la tassazione dalle persone agli immobili”. Quanto all’idea di una nuova manifestazione unitaria dei comuni, lanciata dal sindaco di Roma Gianni Alemanno, “è una proposta molto interessante – ha commentato Delrio – e deve essere accompagnata da un nostro pacchetto di proposte, proposte non per spendere di più ma per far crescere il paese”. “Non è sufficiente mettere sul mercato i patrimoni dei Comuni perché il blocco del patto di stabilità creerebbe dei problemi anche se ci dovessero essere grandi dismissioni”, fa eco lo stesso Alemanno, a margine del Consiglio nazionale dell’Anci. “Giocare solo sul patrimonio – ha aggiunto Alemanno – è sbagliato perché si rischia di fare vendite a buon mercato depauperando così le risorse proprie di ogni città italiana”. “Il maxi-emendamento alla legge di stabilità contiene un colpo mortale al territorio e all’agricoltura italiana perché grazie a quanto previsto dall’articolo 4 quater, che riguarda la vendita delle aree agricole, è prevista la possibilità di modifica della destinazione urbanistica”, dichiara in una nota il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli, aggiungendo che “i terreni agricoli dello Stato dismessi per ridurre il debito pubblico potranno essere variati urbanisticamente dopo soli 5 anni diventando, così, facile preda della speculazione edilizia e della cementificazione selvaggia”. “Siamo indignati perché, con la scusa di aggredire il debito pubblico, non solo si da’ un colpo mortale ad un settore già in crisi come quello agricolo rendendo i terreni dismessi più appetibili per la speculazione del cemento che non per la coltivazione ma perché continua l’assalto selvaggio ad un territorio, quello italiano, che ha già mille ferite e in cui ogni settimana si muore a causa del dissesto idrogeologico” ,prosegue il leader ecologista, secondo cui “invece di continuare a tirare la volata ai signori del cemento e della speculazione edilizia svendendo il patrimonio pubblico, si taglino le spese militari e i privilegi della casta degli armamenti. Ci sono oltre 40 miliardi che verranno letteralmente buttati per l’acquisto di aerei da guerra, navi, elicotteri e sommergibili”, conclude Bonelli. Da sottolineare infine che ieri c’è stato il via libera della commissione Bilancio del Senato all’emendamento del relatore Massimo Garavaglia (Lega) con le modifiche al patto di stabilità interno. La principale novità riguarda il recepimento e la ripartizione Regione per Regione del gettito (1,6 miliardi) della Robin Tax sui prodotti energetici destinato ad attenuare l’impatto della manovra di ferragosto sui conti dei comuni.

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