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Cremona laboratorio per le città «smart»

Fonte: Il Sole 24 Ore

L’ultima a partire a Cremona, in questi giorni, è la telepresenza in tribunale per i colloqui con gli “interdicendi”, spesso persone anziane con notevoli difficoltà di spostamento. Ma altre sperimentazioni di servizi digitali innovativi a cittadini e imprese, in sinergia con la Pubblica amministrazione, sono in atto, con l’obiettivo di valutare l’effettiva richiesta di banda larga per servizi internet avanzati.
A Cremona, infatti, la rete Ngn – quella che porta la banda ultralarga per la connessione a internet con velocità di 100 Mbps e oltre, grazie alla fibra ottica che arriva fino agli edifici – copre già il 37% degli immobili, raggiungendo 40mila famiglie e 7mila imprese, oltre alle sedi delle principali istituzioni. Era stato il Comune una decina d’anni fa, attraverso Aem, a provvedere alla posa della fibra, per superare il digital divide che affliggeva la zona. In virtù della preziosa dotazione infrastrutturale oggi gestita da Aemcom, società del gruppo Lgh, la Regione ha scelto Cremona per sperimentare l’Agenda digitale lombarda, un programma di azioni e interventi per aumentare la competitività del territorio e l’attrattività degli investimenti, anche attraverso la semplificazione e la digitalizzazione nei rapporti con la Pubblica amministrazione e verso cittadini e imprese.
«Stiamo verificando che per molti servizi serve davvero la banda ultralarga – dice Oscar Sovani, dirigente regionale U.O. Agenda digitale –. Sono feedback importanti per poi immaginare interventi a più ampio raggio sul territorio». La Lombardia è la prima regione italiana ad avere adottato una propria agenda digitale, in linea con quella nazionale ed europea. Tra le azioni fondamentali previste, il superamento del digital divide nelle aree in fallimento di mercato: con un investimento da parte della Regione di 41 milioni di euro, entro il primo semestre 2013 Telecom completerà l’estensione dell’Adsl in 707 comuni privi di banda larga. Per la banda ultralarga, invece, il discorso è più complesso. Al momento c’è il progetto di Metroweb per cablare con la fibra ottica entro il 2015 trenta città italiane, tra cui Brescia, Bergamo e Monza, e l’impegno della Regione a cablare alcuni distretti industriali, a Monza e Concorezzo. «Una delle sfide principali – prosegue Sovani – è intervenire sul digital divide culturale, favorire la diffusione di nuove competenze digitali, sia nel mondo delle Pmi, sia sugli over 65, sia per riqualificare chi ha perso il lavoro».
A fine marzo la Regione ha lanciato il portale OpenData Lombardia e un’applicazione per l’Ipad, per offrire servizi in mobilità con i dati della Pa. Ed è dei giorni scorsi la presentazione del portale www.hseformazione.it e di un progetto di e-learning, ancora a Cremona.
Per la sperimentazione nella città di Stradivari la Regione, attraverso Lombardia Informatica, ha selezionato con una gara pubblica otto partner tecnologici (Aemcom, Eldy, Ericsson, Gpi, NextiraOne, Sinergy e Telecom Italia) disponibili a offrire gratis servizi digitali fortemente innovativi, utilizzabili grazie alla presenza della banda ultralarga.
I principali campi di applicazione sono la sanità digitale e la telemedicina (per esempio, consulti specialistici a distanza, tramite webcam, agli anziani in casa di riposo), assistenza domiciliare, sicurezza (cloud back up per la Pa, sistemi di videosorveglianza intelligente), telelavoro, scuola (web conference, lavagne interattive multimediali, ma anche comunicazioni veloci tra istituti e uffici comunali) e formazione professionale.
«L’applicazione può essere fonte di un miglior rapporto con cittadini e imprese nella logica di una Pubblica amministrazione sempre più informatizzata, telematica e smart – osserva Gerardo Paloschi, direttore generale di Aemcom -. Però le sperimentazioni riguardano anche altri ambiti. Per esempio, con Eldy abbiamo in cento famiglie la tv connessa. Un decoder con un’interfaccia speciale consente di accedere a contenuti video su internet attraverso il televisore Hd; in più, c’è un lettore di smart card, perché l’idea della Regione, in prospettiva, è di identificare l’utente attraverso la sua carta regionale dei servizi e consentirgli di utilizzare il televisore di casa come un pc per accedere a una piattaforma di servizi della Pa. Un sistema, quindi, di “rete amica” per cittadini magari non abituati a usare il computer».

Le applicazioni

01|I SERVIZI
I principali ambiti di sperimentazione sono la sanità digitale e la telemedicina, l’assistenza domiciliare, la sicurezza, il telelavoro, la scuola e la formazione professionale continua

02|GLI UTENTI
Cittadini, imprese e uffici della Pubblica amministrazione stanno testando i servizi tecnologici avanzati offerti
da otto operatori

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