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Coronavirus: ipotesi slittamento anche per il rendiconto

Fonte: Sole 24 Ore

di PATRIZIA RUFFINI (dal Sole 24 Ore) – In collaborazione con Mimesi s.r.l.

Rinvio di sei mesi del termine per approvare il rendiconto 2019 da parte degli Enti locali. La proroga più difficile da ottenere in tempi ordinari entra prepotentemente nel nuovo scenario cambiato dall’emergenza Covid-19, per cui è in discussione il rinvio, forse di sei mesi, del termine del 30 aprile per l’approvazione del rendiconto. C’è poi la sospensione degli adempimenti contabili, finanziari, certificativi e fiscali per i Comuni più coinvolti dall’emergenza. Per i Comuni compresi nelle aree oggetto del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 è infatti richiesta la sospensione per un periodo di sei mesi di tutti i termini, anche scaduti, relativi ad adempimenti finanziari, contabili e certificativi previsti dal Dlgs 267/2000 e da altre specifiche disposizioni, compresi gli adempimenti relativi al servizio rifiuti dell’Arera.

Fra le proposte che saranno presentate dall’Anci c’è anche l’attivazione presso il ministero dell’Economia di un tavolo di confronto per valutare l’adozione di iniziative necessarie a fronteggiare gli effetti dell’emergenza sulle entrate proprie degli enti locali e proporre le relative misure di ristoro. Sempre in materia di entrate, le amministrazioni pubbliche chiedono di poter scaglionare entro il 31 dicembre 2020 l’invio di avvisi di pagamento, anche bonari. Ai fini del calcolo del fondo crediti di dubbia esigibilità, poi, le amministrazioni locali domandano di poter utilizzare, anche per l’accantonamento da prevedere sul bilancio di previsione 2021, i dati di riscossione relativi al 2019 con riferimento alle entrate coinvolte dallo scaglionamento. In tema di servizio rifiuti, i Comuni chiedono la gradualità di attuazione dei primi atti di regolazione emanati da Arera. Nello specifico vorrebbero la sospensione, per il solo 2020, dell’applicazione delle sanzioni previste dalla legge in caso di mancata ottemperanza agli obblighi di comunicazione delle informazioni richieste o di adesione ai limiti entro i quali devono essere determinate le tariffe del servizio da parte dei Comuni.

Fra le proposte da presentare anche la facoltà agli enti territorialmente competenti (i Comuni o le autorità di ambito se costituite ed operanti) di determinare il costo complessivo del servizio rifiuti per il solo 2020, in applicazione dei criteri adottati nel 2019, dandone conto nella delibera di approvazione. Nell’elenco delle proposte trovano spazio anche norme derogatorie circa le modalità di utilizzo della quota libera dell’avanzo di amministrazione limitatamente all’esercizio finanziario 2020, per il finanziamento di spese correnti connesse con l’emergenza in corso, anche attraverso attività di sostegno e di supporto economico, anche indiretto, a cittadini e imprese del proprio territorio. Agli stessi fini e fermo restando il rispetto del principio di equilibrio di bilancio, limitatamente all’esercizio finanziario 2020, gli enti locali chiedono di poter utilizzare, anche integralmente, per il finanziamento delle spese correnti connesse all’emergenza in corso, i proventi delle concessioni edilizie e delle sanzioni. In materia di personale, poi gli enti locali vorrebbero poter erogare il trattamento accessorio al personale impiegato nella gestione dell’emergenza, senza sottostare ai vincoli dell’articolo 23, comma 2 del Dlgs 75/2017. Infine, per gli investimenti i Comuni chiedono commissari straordinari per opere di interesse locale e l’anticipo dell’erogazione di contributi.

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