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Coronavirus: in arrivo il decreto

Fonte: Sole 24 Ore

di MARCO ROGARI e GIANNI TROVATI (dal Sole 24 Ore) – In collaborazione con Mimesi s.r.l.

Il cantiere anticrisi messo in piedi dal governo entra oggi nella fase attuativa. Il consiglio dei ministri convocato di prima mattina dovrebbe dare il via a un primo decreto che muoverà fino a 10 miliardi di euro con i fondi aggiuntivi alla sanità e le prime misure per il sostegno ai settori più colpiti. Si salirà, quindi, sensibilmente rispetto ai 7,5 miliardi ipotizzati nei giorni scorsi, con un ricorso al disavanzo per 6,3 miliardi. Ma il deficit aggiuntivo che il governo ha intenzione di attivare è più alto, fino a 12-13 miliardi (in termini di saldo netto da finanziare si potrebbe invece arrivare a 14-15 miliardi), e porterebbe il disavanzo 2020 vicino al 3% con l’obiettivo di avere a disposizione uno spazio fiscale in più da utilizzare in una seconda fase, concentrata sugli indennizzi alle filiere più danneggiate dagli effetti economici dell’emergenza sanitaria. Un meccanismo, questo, che ieri ha ottenuto un primo sostanziale via libera dall’Unione europea, con la disponibilità espressa dalla commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager a riconsiderare le regole comunitarie sugli aiuti di Stato nello scenario esploso con la crisi. La richiesta di deficit aggiuntivo sarà esaminata da Camera e Senato subito dopo il Consiglio dei ministri, fatto slittare a questa mattina.

Alle 11 è prevista l’audizione del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, saltata ieri, che fornirà i numeri aggiornati della richiesta di deficit. Il via libera alla risoluzione di maggioranza, che dovrebbe essere votata anche dalle opposizioni dopo l’incontro di ieri con il premier Conte, arriverà nel pomeriggio, con le presenze contingentate dei gruppi parlamentari al minimo indispensabile per ottenere il “si” della maggioranza dei componenti come richiede l’articolo 81 della Costituzione. I contatori su decreto e deficit sono in aggiornamento continuo, perché dipendono dalla tipologia e dall’intensità delle misure. In un intreccio stretto con le decisioni che devono essere assunte a livello sociale. Perché per esempio le chiusure a tutto campo chiesto ieri dalla Lombardia e dalla Lega, oltre a imporre scelte organizzative decise a livello di ordine pubblico, aumenterebbero evidentemente il raggio d’azione necessario agli interventi di sostegno. I valori generali e la strategia del governo sono comunque ormai definiti. Il primo decreto, con un peso intorno ai 10 miliardi, servirà a finanziare con due miliardi la cassa integrazione in deroga e con 500 milioni forme di integrazione salariale per le imprese fra 5 e 15 dipendenti. Altri due miliardi dovrebbero coprire gli interventi per la sanità, mentre gli aiuti a tutto campo per gli 11 Comuni della zona rossa originaria potrebbero assorbire fino a un miliardo.

La sospensione generalizzata dei mutui annunciata da più di un esponente M5S dovrebbe essere coperta con 800 milioni. Circa 6-800 milioni dovrebbero poi andare ai congedi parentali, con un meccanismo parametrato al reddito che non piace però ai sindacati, mentre gli altri fondi andrebbero al sostegno della liquidità delle imprese. In campo poi c’è la sospensione dei versamenti fiscali e contributivi, di cui si stanno definendo i confini in termini di settori e tipologie di contribuenti. .Questo lavoro servirà come base anche per la fase 2, chiamata a identificare le filiere economiche da aiutare con gli indennizzi diretti. Ma da gestire c’è anche il rallentamento progressivo delle attività della Pa. Ieri è arrivata una pioggia di annunci di riduzione dei servizi degli uffici, dall’agenzia delle Entrate al Mef che chiude al pubblico le ragionerie territoriali, mentre per oggi è attesa una nuova direttiva della Funzione pubblica con regole più stringenti per lo Smart working. In questo contesto dovrebbero intervenire una serie di proroghe, tra cui quella che sposta al 31 maggio i termini di presentazione delle domande per il Fondo di indennizzo dei risparmiatori incappati nei crack bancari.

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