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Coronavirus: fiducia sul Decreto “Cura Italia”, semplificati i concorsi

Fonte: Sole 24 Ore

di MARCO MOBILI e EMILIA PATTA (dal Sole 24 Ore) – In collaborazione con Mimesi s.r.l.

Mentre i partiti sono concentrati sul decreto aprile che dovrebbe mobilitare altri 60 miliardi di cui 30 in deficit e sulla possibile riapertura di alcune filiere produttive dopo Pasqua, il Parlamento si muove con i soliti tempi lunghi – esasperati dalle misure di sicurezza – e deve ancora dare il primo via libera al primo decreto dell’emergenza Coronavirus, il “Cura Italia” di metà marzo. Anche per questo il governo ha deciso di mettere la fiducia, suscitando la protesta dell’opposizione di centrodestra: oggi i senatori si riuniranno con il solito contingentamento (50 alla volta in Aula e nelle tribune) per la discussione generale di 7 ore e il voto di fiducia arriverà domani verso l’ora di pranzo. Ma, nonostante la polemica sulla fiducia, la Capigruppo di ieri a Palazzo Madama si è svolta in un clima di sostanziale collaborazione tra maggioranza e opposizione, e l’unica discussione di rilievo ha riguardato la decisione della presidente dell’Aula Elisabetta Casellati di richiedere la diretta televisiva per la discussione di oggi. Una riprova del clima meno acceso – oltre all’assicurazione della Lega di non voler fare ostruzionismo (gli emendamenti leghisti segnalati, ossia ritenuti prioritari, sono 63 su alcune centinaia mentre Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno ridotto i propri a una ventina per uno) – è la firma dell’opposizione all’ordine del giorno, che sostituisce così l’emendamento, presentato dal capogruppo del Pd Andrea Marcucci sullo scudo penale per i medici: sarà un tavolo tecnico a stabilire l’ampiezza dello scudo dopo le proteste di medici e infermieri rispetto alla prima ipotesi di estensione ai dirigenti sanitari come riportato dal sole24ore.com.

Dopo una settimana di incontri tra maggioranza e opposizione la commissione Bilancio al lavoro in queste ore si trova dunque ad esaminare un numero ridotto di emendamenti rispetto ai 1.200 iniziali, la maggior parte dei quali presentati dai partiti di maggioranza. Tra le novità più rilevanti del Cura Italia, tramite un subemendamento del M5s a un emendamento del Governo , c’è la semplificazione delle procedure concorsuali e il taglio dei tempi per ottenere il “posto fisso”. A seguito delle misure di sospensione delle procedure concorsuali adottate per il contrasto al fenomeno epidemiologico da Covid19, in via sperimentale e comunque con effetto fino al 31 dicembre 2020, allo scopo di corrispondere all’esigenza del ricambio generazionale nelle pubbliche amministrazioni, vengono dunque semplificate le modalità di svolgimento delle procedure concorsuali e ridotti i tempi di accesso al pubblico impiego. A fissare le regole sarà un regolamento adottato entro il 31 luglio 2020 su proposta del ministro per la Pubblica amministrazione. Inoltre le procedure concorsuali per le Pa dovranno puntare alla valorizzazione e alla verifica di requisiti specifici e di competenze trasversali tecniche e attitudinali, ivi incluse quelle manageriali per le qualifiche dirigenziali, coerenti con il profilo professionale da reclutare. E, visto il periodo, i concorsi potranno essere svolti a distanza, ove possibile, con l’ausilio di strumentazione informatica e con l’eventuale supporto di società e professionalità specializzate in materia di reclutamento e di selezione delle risorse umane.

Con un altro emendamento approvato in Commissione sugli specializzandi viene previsto che il concorso che, durante l’emergenza Coronavirus, avvieranno eventualmente ospedali pubblici e Asl per conferire incarichi individuali a tempo determinato al personale delle professioni sanitarie e agli operatori socio sanitari (anche specializzandi) dovrà essere una selezione per titoli o colloquio orale o per titoli e colloquio orale, attraverso procedure comparative che prevedono forme di pubblicità semplificata, quali la pubblicazione dell’avviso solo sul sito dell’Azienda che lo bandisce e per una durata minima di cinque giorni. Con il via libera a un correttivo di Italia Viva, infine, la carta famiglia, per accedere a sconti e agevolazioni, sarà estesa alle famiglie con almeno un figlio, anche adottivo, conviventi under 26 anni, presenti in tutti i comuni italiani e non solo in quelli dove si trovano persone contagiate dal Coronavirus.

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