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Concessione sulle spiagge, eliminato l’usufrutto degli arenili

Fonte: Il Sole 24 Ore

Dietrofront sui diritti di concessione sulle spiagge: governo e relatori del decreto per lo sviluppo, oggi in aula alla camera con la fiducia (voto finale domani), hanno tolto la norma che portava a 20 anni la soglia per l’usufrutto degli arenili. Una marcia indietro temporanea (uno stralcio, affinché la questione possa essere affrontata già nel ddl comunitaria 2010 entro l’estate, fa sapere la Lega Nord, ndr), per non incorrere nel probabile altolà del Quirinale, che nel precedente dl sviluppo aveva posto rilievi sul limite a 90 anni, che l’esecutivo aveva abbassato a 20. Soddisfazione dell’opposizione e compiacimento dell’associazione nazionale dei comuni italiani, consapevole però che la normativa sul demanio marittimo è «obsoleta», perciò pronta a dare il proprio contributo per elaborare una proposta in vista della «scadenza fatidica del 31 dicembre 2015» del diritto di concessione; per i verdi, il «rischio cementificazione, purtroppo, resta inalterato, perché rimangono in piedi i commi 4 e 5 dell’articolo 3» del dl che prevedono, «attraverso le zone a burocrazia zero, di edificare su spiagge ed arenili». La decisione adottata nelle commissioni finanze e bilancio, commenta la cna balneatori, «rispecchia quanto richiesto nei mesi scorsi dalla nostra categoria al governo, al parlamento e alle forze politiche», il passo successivo sarà «un provvedimento che coinvolga in uno sforzo unitario anche regioni e associazioni di categoria, per la scrittura di una norma che chiuda la procedura d’infrazione aperta verso l’Italia dalla Ue, e nello stesso tempo riconosca alle imprese turistiche italiane la loro professionalità, gli impegni profusi, gli investimenti effettuati». Novità sull’entrata in vigore del Sistri, il sistema di controllo per la tracciabilità dei rifiuti: fra gli emendamenti all’esame dell’assemblea, uno prevede per le aziende che hanno fino a dieci dipendenti, al fine di garantire un adeguato periodo transitorio in vista della piena operatività della misura, che il termine da individuare (entro 60 giorni dall’avvio della legge di conversione del decreto) non possa collocarsi prima del 1° giugno 2012. Sempre in ambito fiscale, uno dei ritocchi più rilevanti che verrà posto in votazione è quello del passaggio, dal 1° gennaio 2012, da Equitalia ai comuni delle operazioni di accertamento e riscossione, compresa quella coattiva, su tutte le entrate, tributarie o patrimoniali, municipali e delle società partecipate (multe, Ici, tassa sui rifiuti, bollette, etc); ai comuni spetterà anche la facoltà di affidare con gara la gestione dell’attività. Confermate, infine, le misure caldeggiate dal ministro dell’economia Giulio Tremonti per allentare la presa sui contribuenti, in caso di cifre debitorie non significative: sotto i 2mila euro le cosiddette «ganasce» (il fermo dei beni mobili) scatteranno soltanto dopo due solleciti di pagamento, spediti non primi di sei mesi l’uno dall’altro. Aggiustamenti anche per i paletti alle misure a disposizione di Equitalia. L’ipoteca non potrà essere iscritta per la soglia dei ventimila euro quando l’immobile è quello i ncui il contribuente ha eletto la propria residenza anagrafica. Arriva poi firmato dai relatori un emendamento sulla stabilizzazione dei precari nella scuola. «La norma proposta» scrivono i relatori nella motivazione, ha la funzione di rendere maggiormente coerente con la normativa comunitaria la disposizione». L’obiettivo è trasformare a tempo indeterminato i rapporti di lavoro a tempo determinato, instaurati per rispondere alle esigenze del funzionamento del servizio scolastico, tenuto conto delle disponibilità finanziarie».

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