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Con le «smart city» più semplice la vita quotidiana

Fonte: Il Sole 24 Ore

L’edificazione di una città è anche la costruzione della convivenza civile nel suo territorio. La relazione tra l’evoluzione della città e il suo progetto, consapevolmente o meno, è il tema più affascinante dell’urbanistica. E, nella complessità della vita attuale, le sperimentazioni come quelle di Carlo Ratti, architetto all’Mit di Cambridge, Massachusetts, sono molto citate proprio per la loro capacità di “mappare” quella relazione: esemplari, appunto, sono considerate le sue soluzioni per mostrare come gli strumenti che le persone si portano addosso nei loro spostamenti in città, dai normali telefonini ad alcune speciali attrezzature montate sulle biciclette, possono diventare sensori capaci di informare sullo stato del traffico, sulle esigenze dei cittadini, sulla qualità dell’ambiente. Non a caso, Ratti sarà al Forum PA di quest’anno: perché uno dei temi più dibattuti sarà proprio quello delle smart city.
L’argomento è denso di opportunità. Sia per chi propone tecnologie adatte a servire la modernizzazione delle città, sia per chi immagina di attivare profonde innovazioni sociali. Si tratta di progetti per facilitare i trasporti e la gestione del traffico, per unificare le identità personali e gli strumenti di accesso alle strutture culturali, di mappare i territori allo scopo di equilibrare lo sviluppo dei servizi e con l’evoluzione delle esigenze della popolazione, di dotare le infrastrutture della capacità di informare sul loro stato di usura e sulle necessità di manutenzione, di risparmiare sui costi dell’energia e di monitorare costantemente lo stato di qualità dell’ambiente. E così via. L’elenco delle aziende che se ne occupano è troppo lungo per poterne fare un riassunto, ma bisogna dire che anche quelle aziende sono consapevoli che in questo caso è un errore pensare la tecnologia come una soluzione, se manca un progetto.
Il fatto è che la città può essere sulla via di diventare più intelligente se riesce a darsi una visione, se riesce a coinvolgere i cittadini nell’elaborazione delle decisioni e nel miglioramento dei servizi, se si fonda su una grande operazione di trasparenza e facilità d’uso delle strutture urbane. L’idea delle smart city non può avere senso se l’intelligenza non viene innanziuttto dai cittadini e dunque se i progetti non considerano prima di tutto il valore dell’apporto che i cittadini possono offrire in termini di informazione critica e fattuale, se non partono dallo sviluppo di una consapevolezza diffusa dei vantaggi della partecipazione, se non tengono conto delle necessità di manutenzione dei beni comuni, fisici e culturali. Di fatto, questa partecipazione si può assimilare all’adozione di una piattaforma d’informazione: in fondo, la città è una vera e piattaforma abilitante per le attività quotidiane e per le innovazioni che i cittadini, le istituzioni e le imprese possono creare. E come ogni piattaforma può essere più o meno facile da usare, più o meno efficiente, più o meno inventivante. La città è sempre stata la struttura sociale più dinamica, ma con la crescita delle sue dimensioni e della sua complessità, dicono all’Ocse, può rischiare di diventare un freno. La riprogettazione non è solo una possibilità: diventa sempre più una necessità.
La pubblica amministrazione, in questo senso, può essere una guida se a sua volta si modernizza, se definisce una visione, se informa in modo trasparente, se implementa innovazioni tempestive e coerenti con la visione. Il Forum PA dedica una giornata intera al tema delle smart city. E prende appuntamento con il suo pubblico per fine ottobre quando sarà organizzata a Bologna la Smart City Exibition.

SOTTO LA LENTE
Meno incidenti

Città sempre più “intelligenti” e sicure grazie alle nuove applicazioni tecnologiche. Su queste possibilità ci si soffermerà venerdì 18 maggio, alle ore 15 nel Forum Pa a Roma, durante la tavola rotonda “Più sicurezza stradale per le Smart City” organizzata dall’agenzia Il Sole 24 Ore Radiocor. Sono previsti gli interventi di Filippo Bettini, responsabile della Direzione sostenibilità e governo dei rischi di Pirelli; Carlo Mochi Sismondi, presidente di Forum Pa; Umberto Guidoni, segretario generale della Fondazione Ania per la sicurezza stradale; Luisa Tombolini, sezione Polizia stradale di Roma; Sergio Dondolini, Direttore generale per la sicurezza stradale, ministero dei Trasporti. Federico Pedrocchi, giornalista di Radio 24 e del programma Smart City, modererà l’evento.
Ampio raggio
Si discuterà di progettazione urbanistica ma anche di creazione di un sistema integrato di trasporti pubblici, fino alla sicurezza stradale. Senza dimenticare che l’applicazione delle tecnologie informatiche alla mobilità permetterà di sciogliere situazioni di circolazione difficili e di riorientare il tragitto dei mezzi in caso di interruzione dei percorsi convenzionali

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