Questo articolo è stato letto 0 volte

Con la crisi più difficile tagliare adempimenti

Fonte: Il Sole 24 Ore

Il cantiere delle semplificazioni è aperto in tutta Europa. Ma in alcune realtà i lavori sono resi più complicati dalla concomitanza con la crisi finanziaria in atto o con i processi di decentramento e di federalismo già avviati. È il caso della Grecia, della Spagna e, in qualche modo, anche dell’Italia. Se ne è discusso durante il seminario «Semplificazione amministrativa e finanza locale. Esperienze internazionali a confronto», che è stato organizzato ieri a Roma dall’Ifel fondazione Anci e che ha visto la partecipazione di docenti italiani e stranieri.
Nell’illustrare le principali iniziative di semplificazione in atto, si è partiti dalle esperienze più avanzate come quella francese o tedesca. Per sottolineare come anche lì non sono mancate le difficoltà. Della Germania, oltre all’accentramento di tutte le procedure amministrative presso un’unica autorità, è stata ricordata la difficoltà della legislazione nazionale di incidere su alcuni temi locali. Ad esempio, in materia fiscale, come avviene per l’imposta sul commercio che da 10 anni si cerca, senza successo, di modificare.
Passando per il Regno Unito, che fa un po’ storia a sé, si è arrivati così ad analizzare i Paesi dell’area mediterranea. Più che quelle di Grecia e Portogallo – dove l’accorpamento degli enti minori e la riduzione delle società partecipate è stata messa in cantiere nell’ambito delle riforme concordate con l’Ue – l’esperienza forse più interessante è parsa quella della Spagna. A un’ottima qualità della legislazione non è seguita pari efficacia del procedimento di semplificazione e di digitalizzazione della Pa. A causa soprattutto del «regionalismo a geometria variabile» che dà ampi poteri alle comunità autonome e della difficoltà di intere fasce della popolazione a utilizzare le nuove tecnologie. Risultato? Le Pmi rischiano di pagare un conto per la sovraregolamentazione che oscilla dai 13 ai 30mila euro.
Sul nostro Paese si è soffermato il presidente dell’Ifel, Giuseppe Franco Ferrari. Sottolineando l’esigenza di «bilanciare semplificazione e bisogno di nuove regole» perché le ricadute amministrative, finanziarie e contabili per gli enti locali delle semplificazioni – avviate dal Governo precedente e proseguite da quello in carica – sono «diffuse e penetranti». E il lavoro che attende gli enti, ha concluso Ferrari, è enorme e riguarderà «formazione, revisione dei procedimenti, capacità di controllo, diversa allocazione e diverso uso delle risorse».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *