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Comuni e Province, via libera agli ultimi 1,1 miliardi anticrisi

Fonte: Sole 24 Ore

di GIANNI TROVATI (da Il Sole 24 ore) – In collaborazione con Mimesi s.r.l.

Con l’accordo siglato ieri fra Governo e amministratori locali nella Conferenza Stato-Città si chiude l’operazione rimborsi a Comuni, Province e Città metropolitane per le entrate 2020 cadute a causa del Covid. E si gettano le basi per gli aiuti nel 2021. L’intesa mette in moto la distribuzione degli 1,07 miliardi residui del fondone-bis, cioè della seconda tranche di trasferimenti decisa con il decreto Agosto (articolo 39, comma 1 del Dl 104/2020). Ai Comuni finiscono 820 milioni, mentre Città e Province si dividono 350 milioni: l’acconto aveva portato 400 milioni ai Comuni e 100 agli enti di area vasta. Per disegnare la geografia del saldo si è tornati all’antico, parametrando l’assegno destinato a ogni ente sulla base del mancato gettito delle entrate corretto in base all’andamento stimato dalle spese.

I calcoli aggiornati, scritti nella Nota metodologica, parlano di 4,05 miliardi di incassi comunali sfumati con la crisi, e indicano in 165 milioni la prima stima della flessione delle entrate a gennaio e febbraio 2021. Per i sindaci si stima poi un saldo positivo di 200 milioni fra le spese cancellate dalla frenata delle attività (600 milioni), e quelle aggiuntive determinate dagli interventi necessari a contrastare l’emergenza (400 milioni). Il calcolo prende in considerazione anche i 379,4 milioni di trasferimenti per compensare le esenzioni decise a livello statale per l’Imu (nel settore turistico) e per al Tosap/Cosap, e come nella prima occasione esclude l’imposta di soggiorno, oggetto di “rimborsi” paralleli con norme su misura.

In ogni caso a tutti i Comuni viene assicurato che i ricalcoli sulle perdite effettive non toccheranno i 3,4 miliardi già distribuiti. E la nota sottolinea che le eventuali risorse in eccesso saranno utilizzate per «ristorare le perdite di gettito 2021 e per far fronte anche alle esigenze connesse al Covid-19 nel 2021». Una prospettiva che sembra fermare i rischi di obblighi di restituzione paventati nei mesi scorsi.

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