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Collegato ambiente alla legge di stabilità 2015, Anci: raccoglitori mozziconi siano a carico delle aziende

“Siano le aziende produttrici a fornire dei dispositivi di raccolta” dei mozziconi di sigarette e delle gomme da masticare “almeno relativamente ai luoghi individuati dalle legge, senza quindi gravare sulla finanza pubblica”. È quanto chiede l’Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci) audita dalla commissione Ambiente del Senato nell’ambito dell’esame delddl collegato ambientale alla Stabilità 2014, già approvato dalla Camera. 

L’Associazione nazionale dei Comuni fa riferimento all’articolo del disegno di legge che introduce il divieto di gettare a terra gomme da masticare e mozziconi da sigaretta, destinando il 50% dei fondi derivanti dalle multe comminate a chi viola il divieto ad un fondo per finanziare l’acquisto di specifici raccoglitori

I Comuni – secondo il ddl – avranno comunque l’obbligo di installarespecifici raccoglitori. Questa parte della norma per i comuni è “assolutamente da eliminare” in quanto si tratterebbe di “incombenze assurde” anche perché si tratterebbe di “elementi comunque previsti nelle forniture locali ma che non possono posti a carico degli stessi Comuni”.

Anci chiede congruità tempistica per risoluzione problematiche raccolta differenziata

“Abbiamo ribadito la necessità di incrementare il termine derogatorio attualmente previsto per i Comuni che, a causa di specifiche condizioni territoriali, non hanno raggiunto la soglia di raccolta differenziata, a sanatoria di situazioni pregresse”. Lo ha detto il vice Presidente di Anci Liguria Rosario Amico che lunedì scorso, insieme all’assessore all’ambiente del Comune di Genova Valeria Garotta, sono stati auditi, in rappresentanza dell’Anci dalla Commissione Ambiente del Senato nell’ambito dell’esame del d.d.l. Collegato ambientale, già approvato dalla Camera.

“Per i comuni la tempistica attualmente presente nel ddl per mettersi in regola con gli obiettivi di raccolta differenziata non sono sufficienti – ha sottolineato Amico – poiché ancora incongrua rispetto alle difficoltà legate alla programmazione, agli investimenti impiantistici e alla pianificazione economico-finanziarie”. In tal senso il Vice Presidente di Anci Liguria ribadisce la necessità di avere “maggior tempo a disposizione” poiché le difficoltà e gli investimenti necessari nei comuni di grandi dimensioni sono maggiori, come attestato dal Rapporto Ispra”.

“Alla luce della evidente instabilità del contesto normativo sui rifiuti che si ripercuote sugli investimenti necessari, che interessano le competenze di altri soggetti istituzionali e non solo dei comuni così come le relative responsabilità, abbiamo quindi chiesto – aggiunge Valeria Garotta – che si preveda una tempistica più adeguata rispetto a quella attuale, secondo le dimensioni dei comuni (24 mesi per i comuni con popolazione inferiore a 200 mila abitanti e 36 per comuni superiori a 200.000 abitanti). Ciò consentirebbe soprattutto di superare definitivamente la situazione a ‘macchia di leopardo’ presente nelle diverse aree del nostro Paese, avvicinandoci così ai parametri europei, che in realtà fissano obiettivi di riciclo al 2020”.

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