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Città metropolitane, tutto da rifare

Il percorso intrapreso dal Governo per affrontare la questione delle città metropolitane è sbagliato. A sostenerlo è stato il Presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, intervenendo alla sesta edizione del World Urban Forum (Wuf) inaugurata ieri a Napoli e che chiuderà il 7 settembre. “Se si va avanti su questa strada – ha evidenziato il governatore – ci sarà un altro fallimento. Si sta ripetendo lo stesso errore del 1990. Un errore che, mi sembra, il Governo voglia ripetere. Si definiscono cioè – ha aggiunto – i perimetri amministrativi come elemento di guida senza andare a creare prima il presupposto del governo delle grandi funzioni”. Per Caldoro si sta “riprendendo la vecchia abitudine, tutta italiana, di guardare in piccolo e non in grande, in una logica ‘catto-comunista’ basata sul perimetro amministrativo”. Entrando nello specifico di Napoli, Caldoro ha aggiunto: “La città è relativamente piccola, ha circa 950mila abitanti e poi ne ha altri 2 milioni nella cinta urbana. Un totale di 3 milioni di persone che insistono su un territorio pari all’8% di quello regionale. Se si lasciano quei confini amministrativi – ha proseguito – senza pensare al livello delle grandi funzioni come mobilità, energia, sanità, acque, depurazione, i processi non si governano ed esplode la spesa pubblica”. Né si può pensare, per il presidente della Giunta campana, di risolvere il problema eliminando le Province perché questa sarebbe “una follia”. Per il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, l’istituzione della città metropolitana “e’ una grande opportunità da cogliere”. Il primo cittadino ricorda che “i tempi sono stretti e bisogna farsi trovare pronti. Al di là dell’analisi della legge, stiamo lavorando perché la legge stessa viva subito e viva bene”. De Magistris ha anche proposto un manifesto dei sindaci e dei rappresentanti delle comunità locali che parta dalle basi comuni e dagli obiettivi condivisi: sviluppo sostenibile, economia dal basso e città autonome dal punto di vista finanziario soprattutto per combattere le disuguaglianze. “Si può partire per un ‘manifesto delle comunità locali’, un manifesto dei sindaci che disegni – ha detto il primo cittadino partenopeo – uno sviluppo sostenibile e che vada soprattutto in direzione dell’eliminazione delle diseguaglianze”. L’idea, anticipata dal sindaco, è stata formulata anche in seguito all’incontro con alcuni primi cittadini, tra quali quelli di Città del Messico e Istanbul. “Ne abbiamo parlato ieri (domenica, ndr) – ha spiegato de Magistris – e abbiamo convenuto che le città devono essere i luoghi delle persone, non delle cose, degli strumenti o delle macchine e devono essere spazi pubblici liberi a tutti. Quando i cittadini – ha aggiunto – vanno in spazi pubblici, la criminalità si allontana. Sono molto contento che ci sia questa condivisione di contenuti”. De Magistris ha poi assicurato che Napoli “è pronta” per raccogliere questa sfida. Al convegno è intervenuto anche il Ministro della funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi (che per oggi ha convocato a Palazzo Vidoni i sindacati sulle novità in arrivo con la fase 2 della spending review). Riportare lo sviluppo urbano al centro dell’agenda nazionale e internazionale, è la priorità per il titolare del dicastero. In questo ambito, spiega il ministro, le città e le aree metropolitane sono i “luoghi che rappresentano gli effetti della globalizzazione, luoghi di battaglie per l’inclusione sociale” e i “motori della crescita economica”. Città e aree metropolitane possono infatti “generare maggiori opportunità di sviluppo” e rappresentare un’opportunità’ in un momento delicato come questo. Ma la povertà, sottolinea il ministro, può essere “un ostacolo forte allo sviluppo potenziale delle città”. Il Wuf diventa quindi il luogo ideale per “fare il punto della situazione, verificare lo stato dell’arte e discutere delle tematiche legate allo sviluppo sostenibile”.

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