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Centrali uniche da limitare

Fonte: Italia Oggi

Consentire a tutti i comuni di acquisire lavori, forniture e servizi fino a 40 mila euro di importo senza obbligo di ricorrere alle centrali uniche di committenza. È questa la richiesta avanzata dall’Anci per il prossimo decreto enti locali che dovrebbe andare in consiglio dei ministri nei giorni a ridosso di Pasqua e che è stato oggetto di esame da parte del direttivo dell’Anci del 19 marzo. Nella missiva che ha inviato il presidente Anci, Piero Fassino al presidente del consiglio, è allegato un corposo documento con 36 norme con le quali affrontare molti temi che stanno a cuore agli enti locali (si veda ItaliaOggi del 21/3/2015). Fra le diverse richieste, l’Anci dedica una disposizione ad hoc all’obbligo di acquisizione di lavori, forniture e servizi attraverso le modalità previste dall’articolo 33, comma 3-bis, del Codice dei contratti pubblici, come modificato dal dl 66/2014 e successivamente dal dl 90/2014, che si sostanziano quindi nell’obbligo di ricorso a forme di aggregazione degli acquisiti, cioè alle centrali di committenza. Si tratta di un obbligo che per tutti gli enti locali è stato rinviato al 1° settembre 2015 dal decreto Milleproroghe da poco convertito in legge. In sede di conversione in legge del provvedimento di urgenza l’Anci aveva però fatto presente la necessità di intervenire, oltre che sull’entrata in vigore dell’obbligo, anche sulla disposizione che oggi ammette la possibilità di procedere autonomamente per appalti fino a 40 mila euro (senza quindi ricorrere alle centrali di committenza). In particolare, i comuni con popolazione superiore a 10 mila abitanti possono procedere autonomamente per gli acquisti di beni, servizi e lavori di valore inferiore a 40 mila euro; gli enti locali sotto questa soglia sono invece costretti a ricorrere alla centrale unica di committenza per ogni spesa (a parte quelle tramite economato). L’Anci giudica la norma inidonea ad affrontare situazioni in cui occorre intervenire immediatamente, che tuttavia non rientrano nelle spese economali e non sono rinvenibili sulle piattaforme Consip/Mepa.

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